
Non tanto in semifinale, quando Artemis aveva vinto la prima sfida, subendo poi la rimonta dei kiwi, concentratissimi e ancora una volta abili a non commettere errori nei momenti decisivi. Ma in finale, Synergy, che veniva dal successo su All4One, ha avuto veramente il match point per ottenere un'incredibile successo. Grazie a due ottime partenze, Jablonski aveva portato il team russo sul punteggio di 2-0, controllando alla perfezione in entrambe le regate Emirates New Zealand. Anche nella terza prova, disputata ieri in una giornata in cui il vento è progressivamente aumentato, il timoniere polacco era riuscito a lasciarsi i kiwi a poppa. E la situazione non è cambiata, fino al cancello di poppa, quando un problema durante l'ammainata del gennaker (si è impigliata la drizza) ha fatto perdere velocità e metri preziosi a Synergy, che si è vista sfilare impotente dai neozelandesi. Nelle due prove successive, tuttavia, non è mancato l'equilibrio, anche se Barker e compagni hanno fatto valere tutta la loro esperienza, tanto che il Louis Vuitton Trophy di Synergy si è concluso con un gennaker strappato, simbolo della resa e di una grandissima occasione buttata al vento.
“Abbiamo bisogno di essere battuti per risorgere – ha detto Grant Dalton, presidente del sindacato neozelandese – e di sentirci sotto per tornare forti. Ma andiamo avanti così, prima o poi troviamo qualcuno che ci batte davvero. Un complimento ai russi che sono cresciuti tanto in questi mesi. Siamo contenti di aver vinto conquistando il terzo punto e disputando la quinta regata, perchè vincere a tavolino (se non si fosse disputata l'ultima regata, con il punteggio di 2-2 avrebbe vinto Emirates New Zealand, ndr) per il nostro punteggio nel round robin non sarebbe rientrato nel nostro spirito sportivo”.
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