mercoledì 21 ottobre 2026
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The Italian Sea Group, cinque offerte: Fincantieri punta alla Spezia

Cinque offerte per The Italian Sea Group. SRI Global propone 260 milioni, Fincantieri punta alla Spezia. Quale futuro per Perini Navi?

The Italian Sea Group, cinque offerte: Fincantieri punta alla Spezia
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Il futuro di The Italian Sea Group entra in una fase decisiva. Sono cinque le offerte vincolanti presentate per acquisire le attività del gruppo nautico toscano. Due riguardano l'intero complesso industriale, mentre tre sono limitate a singoli cantieri. Tra i pretendenti figurano alcuni dei maggiori protagonisti della nautica italiana, con conseguenze potenzialmente importanti anche per il futuro di Perini Navi e dei grandi yacht a vela.

The Italian Sea Group, il gruppo fondato da Giovanni Costantino e proprietario dei marchi Admiral, Tecnomar, Perini Navi e Picchiotti, ha ricevuto cinque offerte vincolanti nell'ambito del processo di ristrutturazione avviato dopo la crisi finanziaria emersa nei primi mesi del 2026.

La scadenza per la presentazione delle offerte era fissata al 19 ottobre. Secondo il comunicato ufficiale della società, due proposte riguardano l'intero complesso aziendale, mentre le altre tre interessano soltanto alcune attività produttive.

Tutte le offerte sono strutturate come asset deal: gli acquirenti intendono rilevare attività e rami d'azienda, anziché acquistare le azioni della società o procedere a una sua ricapitalizzazione.

SRI Global offre 260 milioni per l'intero gruppo

Tra i pretendenti figura SRI Global Limited, holding riconducibile agli imprenditori Giulio Gallazzi e Bernardo Vacchi, che secondo le indiscrezioni di stampa avrebbe presentato un'offerta di circa 260 milioni di euro per acquisire l'intero complesso industriale.

La proposta comprenderebbe il cantiere principale di Marina di Carrara, lo stabilimento della Spezia e la falegnameria Celi di Terni, oltre all'assorbimento degli attuali 485 dipendenti.

Per guidare il rilancio industriale sarebbe stato individuato Vincenzo Poerio, manager di lunga esperienza nel settore dei superyacht, già amministratore delegato di Benetti e attualmente alla guida di Tankoa Yachts.

Sull'identità del secondo offerente interessato all'intero gruppo non ci sono ancora conferme ufficiali. Tra i nomi circolati figurano Azimut-Benetti e Ferretti Group.

Fincantieri, Sanlorenzo e Baglietto interessate alla Spezia

Particolarmente importante è la partita che riguarda lo stabilimento della Spezia, l'ex cantiere Beconcini entrato nell'orbita di The Italian Sea Group con l'acquisizione delle attività di Perini Navi.

Sanlorenzo ha confermato ufficialmente di aver presentato, attraverso Polo Nautico Carrara, un'offerta limitata a questo stabilimento, ridimensionando così il proprio interesse iniziale per l'intero gruppo.

Anche Baglietto sarebbe interessata al sito spezzino, mentre la novità più significativa è rappresentata da Fincantieri.

Il gruppo navalmeccanico, già presente alla Spezia con importanti attività militari e tecnologiche, avrebbe presentato una proposta economica superiore alla valutazione di 26,5 milioni di euro attribuita allo stabilimento nell'ambito della procedura.

L'interesse e l'importo dell'offerta di Fincantieri, tuttavia, non sono stati confermati ufficialmente dalla società.

Quale futuro per Perini Navi e i grandi yacht a vela

Per il settore della vela, uno degli aspetti più importanti della vicenda riguarda Perini Navi, marchio storico della cantieristica italiana specializzato nella realizzazione di grandi yacht a vela.

Fondato da Fabio Perini, il marchio è diventato un riferimento internazionale nella costruzione di superyacht a vela, grazie soprattutto ai suoi sistemi di gestione delle vele e alla capacità di realizzare imbarcazioni di grandi dimensioni destinate alla navigazione oceanica.

La crisi di The Italian Sea Group apre quindi interrogativi sul futuro del marchio e sulla continuità delle competenze industriali e progettuali sviluppate negli anni.

Un'acquisizione dell'intero gruppo potrebbe consentire di mantenere una struttura produttiva integrata, conservando i diversi marchi all'interno di un'unica organizzazione.

La vendita separata dei cantieri potrebbe invece determinare una riorganizzazione più profonda delle attività, con possibili conseguenze anche per la produzione dei superyacht a vela.

Non è ancora possibile stabilire quale sarà il destino di Perini Navi, né se il marchio continuerà a operare con l'attuale organizzazione industriale.

La decisione dipenderà dall'offerta che sarà selezionata e dal successivo piano di rilancio.

La decisione è attesa entro fine ottobre

Le cinque proposte sono attualmente all'esame del consiglio di amministrazione di The Italian Sea Group, assistito dagli advisor Meti Corporate Finance e KPMG Advisory.

La valutazione non riguarderà soltanto il prezzo offerto, ma anche la solidità dei progetti industriali, la continuità delle attività produttive e le prospettive occupazionali.

Il calendario è particolarmente stretto: il deposito del piano di risanamento presso il Tribunale è previsto entro la fine di ottobre 2026.

Soltanto dopo la selezione dell'offerta e i successivi passaggi giudiziari sarà possibile conoscere il nuovo assetto industriale del gruppo.

Per la nautica italiana si tratta di un passaggio importante. The Italian Sea Group rappresenta infatti una realtà industriale specializzata nella costruzione di yacht e superyacht di grandi dimensioni. Il suo futuro potrebbe modificare gli equilibri di un settore nel quale i cantieri italiani occupano una posizione di primo piano a livello internazionale.

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