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mercoledì 14 ottobre 2026
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Coppa America 2027, il quinto velista sugli AC75 cambierà il modo di governare le barche?

Coppa America 2027: gli AC75 avranno cinque velisti e non più otto. Ecco perché il quinto membro dell'equipaggio potrebbe cambiare la regata.

Maria Giubilei
Maria Giubilei
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Con l'eliminazione dei cyclors e l'arrivo dell'energia elettrica, gli equipaggi degli AC75 passano da otto a cinque persone. Ma cosa farà il quinto velista? La scelta potrebbe diventare uno degli elementi decisivi nella sfida tra Luna Rossa e gli altri team.

La prossima Coppa America, che si disputerà a Napoli nel 2027, porterà una novità destinata a modificare profondamente il funzionamento degli AC75. Non riguarda direttamente la forma degli scafi o le prestazioni dei foil, ma l'organizzazione dell'equipaggio e il modo in cui vengono governate queste barche.

Il nuovo regolamento prevede infatti un equipaggio composto da cinque velisti, contro gli otto presenti durante la Coppa America di Barcellona del 2024. La riduzione è stata resa possibile dall'eliminazione dei cyclors, gli atleti che pedalavano per produrre la pressione idraulica necessaria al funzionamento dei sistemi di bordo.

Al loro posto arriveranno batterie che forniranno l'energia ai sistemi idraulici. Questo cambiamento consentirà di eliminare quattro persone, ma il regolamento ha stabilito che a bordo dovranno esserci cinque velisti anziché quattro. Ed è proprio questa quinta persona a rappresentare una delle novità tecnicamente più interessanti della prossima Coppa America.

Un quinto velista, ma per fare cosa?

Fino alla scorsa edizione, la divisione dei compiti era abbastanza definita. Due timonieri si alternavano alla guida della barca secondo le mure, due trimmer si occupavano delle regolazioni delle vele e di alcune funzioni di controllo del volo, mentre quattro cyclors producevano l'energia necessaria.

Eliminati questi ultimi, rimangono quattro funzioni fondamentali, alle quali si aggiunge una quinta persona il cui ruolo non è stato ancora definito in modo uniforme dalle squadre.

Nei team questa posizione viene indicata con la sigla P5, ma dietro questa denominazione si nascondono interpretazioni differenti.

Una prima possibilità è quella di utilizzare il quinto velista come tattico o strategist, una figura che si concentri sulla regata, lasciando ai timonieri il compito di condurre la barca.

Sugli AC75 la visibilità è limitata. I velisti siedono all'interno di pozzetti profondi, separati dalla grande randa che attraversa longitudinalmente la barca. Chi governa è impegnato a mantenere il volo, controllare la velocità e gestire le manovre, spesso navigando a oltre 40 nodi.

Avere una persona che possa concentrarsi esclusivamente sul vento, sugli avversari e sulla scelta del lato del campo di regata potrebbe rappresentare un vantaggio considerevole.

Ma alcuni team stanno valutando una soluzione diversa.

L'alternativa è affidare al P5 una parte delle funzioni di regolazione e di controllo dei sistemi.

Gli AC75 sono dotati di una quantità considerevole di sensori che rilevano continuamente velocità, assetto, altezza di volo, carichi sulle appendici e numerosi altri parametri.

Questi dati vengono elaborati dai sistemi elettronici di bordo, ma devono essere interpretati dai velisti per prendere decisioni.

Il quinto membro dell'equipaggio potrebbe quindi assumere una funzione intermedia tra il tecnico e il regatante, analizzando le informazioni e intervenendo sulle regolazioni.

La questione diventa particolarmente importante durante le virate e le strambate.

Su una barca tradizionale una virata comporta principalmente il passaggio delle vele da una parte all'altra. Su un AC75 bisogna anche coordinare il cambio del foil portante, il trasferimento del controllo del timone, le regolazioni delle vele e il mantenimento dell'assetto di volo.

Sono operazioni che devono avvenire in pochi secondi e con una sincronizzazione estremamente precisa. Un errore può provocare la perdita del volo, con conseguenze pesanti sulla velocità.

Avere una persona dedicata al coordinamento di alcune di queste operazioni potrebbe consentire ai timonieri e ai trimmer di concentrarsi sulle rispettive funzioni.

C'è inoltre un altro aspetto: l'energia disponibile non sarà illimitata. Le batterie dovranno rispettare le caratteristiche stabilite dal regolamento e la gestione dell'energia diventerà parte integrante della ricerca delle prestazioni.

Le squadre stanno seguendo strade differenti

Che il ruolo del quinto velista sia ancora in evoluzione emerge anche dalle dichiarazioni dei protagonisti.

David Endean, del Tudor Team Alinghi, ha spiegato che l'automazione consente di distribuire il lavoro in modi differenti e che la squadra svizzera sta ancora studiando come sfruttare questa opportunità.

Nathalie Brügger, anche lei del team svizzero, ha invece sottolineato l'importanza che potrebbe assumere la capacità di interpretare rapidamente i dati prodotti dai sistemi di bordo.

Una posizione diversa, almeno nell'impostazione iniziale, sembra emergere da Emirates Team New Zealand. Jo Aleh ha descritto la propria funzione come quella di una persona in grado di offrire un paio di mani e di occhi in più, suggerendo quindi un ruolo flessibile, che possa cambiare secondo le necessità.

Non si tratta necessariamente di scegliere tra un tattico e un tecnico. La soluzione potrebbe essere una figura capace di svolgere entrambe le funzioni, con responsabilità differenti nelle varie fasi della regata.

Maria Giubilei e la soluzione che potrebbe scegliere Luna Rossa

Un elemento interessante arriva proprio da Luna Rossa e dalla partecipazione di Maria Giubilei alle regate preliminari di Napoli.

La velista italiana, protagonista della vittoria ottenuta da Luna Rossa nelle regate preliminari, viene indicata nelle analisi pubblicate dall'organizzazione della Coppa America come una possibile candidata alla posizione P5 sull'AC75 italiano.

La sua funzione potrebbe combinare regolazione delle vele, analisi dei dati e controllo dei sistemi, una soluzione che sembra orientata verso un utilizzo tecnico e operativo del quinto membro dell'equipaggio, piuttosto che verso una figura esclusivamente tattica.

Si tratta tuttavia di un'ipotesi e non di un ruolo definitivo annunciato dalla squadra.

L'osservazione delle prime configurazioni mostra inoltre che le scelte non sono identiche: Jo Aleh occupa la postazione P5 di dritta su Emirates Team New Zealand, mentre Maria Giubilei su Luna Rossa e Maëlenn Lemaitre su La Roche-Posay Racing Team operano dal lato di sinistra.

Il regolamento della prossima Coppa America introduce anche un'altra novità: tra i cinque componenti dell'equipaggio dovrà esserci almeno una donna. Non è però previsto che la velista debba necessariamente occupare la quinta posizione. Potrà essere impiegata come timoniera, trimmer o in qualsiasi altro ruolo.

La scelta dipenderà dalle caratteristiche dei singoli atleti e dall'organizzazione tecnica di ciascuna squadra.

La questione del quinto velista è più importante di quanto possa apparire.

La prossima Coppa America si disputerà con scafi in gran parte già esistenti, mentre i progettisti potranno intervenire soprattutto su foil, sistemi di controllo, elettronica e componenti consentiti dal regolamento.

In questo contesto, anche il modo in cui vengono distribuite le responsabilità tra i cinque velisti diventa un elemento di sviluppo.

Un equipaggio che riesca a gestire meglio le informazioni, a eseguire le manovre con maggiore precisione e a utilizzare l'energia disponibile con più efficienza potrebbe ottenere un vantaggio anche senza disporre della barca teoricamente più veloce.

La vera novità, quindi, potrebbe non essere l'introduzione di un quinto ruolo specializzato, ma la nascita di un nuovo modo di governare gli AC75, nel quale i confini tra timoniere, trimmer, tattico e controllore del volo diventano sempre meno definiti.

Sarà interessante osservare se le squadre arriveranno a una soluzione comune oppure se vedremo barche sostanzialmente simili governate con organizzazioni di equipaggio profondamente differenti.

Perché nella Coppa America del 2027 la differenza potrebbe non farla soltanto chi ha progettato il foil migliore, ma anche chi avrà trovato il modo più efficiente di utilizzare le cinque persone a bordo.

© Riproduzione riservata

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