
Alle Canarie iniziano i preparativi per l'Atlantic Rally for Cruisers, uno dei più importanti appuntamenti della vela da crociera oceanica. Quest'anno saranno 207 le imbarcazioni impegnate nelle due traversate verso i Caraibi. Ma perché tanti armatori preferiscono attraversare l'oceano partecipando a un rally anziché partire autonomamente?
A Las Palmas di Gran Canaria sta per iniziare uno degli appuntamenti più importanti dell'anno per la vela da crociera oceanica. Nelle prossime settimane, 207 barche a vela si prepareranno a lasciare le Canarie per attraversare l'Atlantico e raggiungere i Caraibi, partecipando all'Atlantic Rally for Cruisers (ARC) e alla sua variante ARC+.
Le imbarcazioni iscritte sono 127 per l'ARC tradizionale e 80 per l'ARC+, due manifestazioni organizzate dal World Cruising Club che, pur condividendo lo stesso obiettivo, seguono itinerari differenti.

La prima partenza è prevista per l'8 novembre, quando la flotta dell'ARC+ lascerà Gran Canaria diretta a Capo Verde, prima di affrontare la traversata oceanica verso Grenada. L'ARC tradizionale partirà invece il 22 novembre, con rotta diretta verso Saint Lucia.
Si tratta di un appuntamento particolarmente interessante perché, più che una competizione sportiva, rappresenta uno spaccato della vela da crociera moderna. Le barche partecipanti sono molto diverse tra loro per dimensioni, caratteristiche e allestimenti, così come sono differenti le esperienze e le motivazioni dei loro equipaggi.
Perché attraversare l'Atlantico con un rally
Attraversare l'Atlantico a vela è un progetto che molti armatori coltivano per anni. Una traversata di circa 2.700 miglia, come quella tra Gran Canaria e Saint Lucia, richiede una preparazione accurata della barca, una buona conoscenza della navigazione d'altura e soprattutto la capacità di gestire in autonomia eventuali problemi tecnici.
La scelta di partecipare all'ARC nasce proprio dal desiderio di affrontare questa esperienza all'interno di un'organizzazione che aiuta gli equipaggi nella preparazione e offre una struttura di supporto durante la navigazione.

Prima della partenza vengono organizzati incontri tecnici, seminari e briefing dedicati alla meteorologia, alla sicurezza, alle comunicazioni e alla gestione delle emergenze. Le barche vengono inoltre sottoposte a controlli delle dotazioni di sicurezza.
Il vantaggio, tuttavia, non è soltanto tecnico. Per molti armatori, soprattutto quelli alla prima traversata oceanica, è importante sapere che altre imbarcazioni stanno affrontando lo stesso percorso e che esiste un'organizzazione incaricata di seguire l'andamento della flotta.
Questo non significa navigare in convoglio. Una volta partite, le barche si distribuiscono lungo rotte differenti, spesso a molte decine o centinaia di miglia l'una dall'altra. Ogni comandante rimane responsabile della propria imbarcazione, delle decisioni meteorologiche e della sicurezza dell'equipaggio.
Il rally offre quindi un sostegno organizzativo, ma non elimina i rischi e le responsabilità di una traversata oceanica.
Dalle barche da crociera ai grandi yacht: la flotta dell'ARC
Uno degli aspetti più interessanti dell'ARC è la varietà delle imbarcazioni partecipanti. Non si tratta di una manifestazione riservata a barche particolarmente sportive o progettate esclusivamente per la navigazione oceanica.
Nell'elenco degli iscritti compaiono normali cabinati da crociera, barche di grande serie, yacht progettati per le lunghe navigazioni e numerosi catamarani.
Tra le imbarcazioni dell'edizione 2026 figurano, per esempio, Hallberg-Rassy, Oyster, Bavaria, Jeanneau, Lagoon, Fountaine Pajot e Nautitech. Sono presenti anche barche più grandi, come un Grand Soleil 72 LC e un Solaris 74.
Questa varietà dimostra che non esiste un unico modello di barca adatto alla traversata dell'Atlantico. Ciò che conta è soprattutto la preparazione dell'imbarcazione e la sua capacità di affrontare diverse settimane di navigazione senza assistenza immediata.
Gli armatori devono verificare attentamente l'affidabilità degli impianti, le condizioni dell'attrezzatura di coperta, le vele, il sistema di governo e la disponibilità di ricambi.
Particolare attenzione viene dedicata anche all'autonomia energetica. Durante una traversata oceanica, pilota automatico, frigoriferi, strumenti elettronici e sistemi di comunicazione funzionano per settimane. Per questo molte barche vengono equipaggiate con pannelli solari, batterie di maggiore capacità e altri sistemi di produzione dell'energia.
Anche la gestione dell'acqua dolce assume un ruolo importante. La presenza di un dissalatore può aumentare notevolmente l'autonomia, ma occorre sempre prevedere una riserva sufficiente nel caso in cui l'impianto smetta di funzionare.

Sicurezza, preparazione e la scelta tra ARC e ARC+
La sicurezza è uno degli elementi che distinguono un rally organizzato da una traversata effettuata autonomamente.
Il World Cruising Club prevede requisiti specifici per le dotazioni di bordo e controlli prima della partenza. Tra le attrezzature richieste figurano la zattera di salvataggio oceanica, l'EPIRB, l'AIS, i sistemi di comunicazione a lunga distanza e i dispositivi individuali di sicurezza.
Durante la traversata, le imbarcazioni sono dotate di un sistema di tracciamento satellitare che permette all'organizzazione di seguirne la posizione. Sono inoltre previsti aggiornamenti meteorologici e un punto di contatto per la gestione delle emergenze.
Un altro elemento importante è la possibilità di scegliere fra due itinerari differenti.
L'ARC tradizionale affronta direttamente l'Atlantico dalle Canarie a Saint Lucia. La traversata misura circa 2.700 miglia e richiede normalmente tra 18 e 21 giorni, a seconda della barca e delle condizioni meteorologiche.
L'ARC+, invece, prevede una prima tappa di circa 850 miglia fino a Mindelo, a Capo Verde, seguita dalla traversata di circa 2.150 miglia verso Grenada.
La sosta a Capo Verde permette agli equipaggi di riposarsi, effettuare eventuali riparazioni, rifornirsi e prepararsi alla parte più lunga della navigazione. Per questo l'ARC+ viene scelta frequentemente dalle famiglie e dagli equipaggi che preferiscono suddividere il viaggio in due tappe.
Naturalmente, partecipare a un rally comporta anche un costo. Per dare un'idea, la quota d'iscrizione all'ARC+ 2026 per una barca di 13,2 metri è di 1.900 sterline, alle quali si aggiungono 300 sterline per ogni membro dell'equipaggio adulto. Per una barca con quattro adulti a bordo si arriva quindi a 3.100 sterline, senza considerare le altre spese della traversata.
Il prezzo non è trascurabile, ma molti armatori ritengono che l'assistenza organizzativa, i controlli di sicurezza e la possibilità di confrontarsi con altri navigatori giustifichino l'investimento.
L'ARC, che si svolge dal 1986, è diventato anche un importante punto di incontro per la comunità internazionale dei navigatori oceanici. Nei giorni precedenti la partenza si incontrano armatori che hanno già attraversato più volte l'Atlantico e persone che affrontano per la prima volta un oceano.
È proprio questa combinazione di esperienza, condivisione e organizzazione a spiegare una parte del successo della manifestazione.
L'edizione 2026 vedrà anche la presenza di due imbarcazioni con bandiera italiana: il Lagoon 60 Athena di Franco Pomilio e il Solaris 74 Plaz di Aldo Scuderi.
Le 207 barche attese a Gran Canaria rappresentano quindi molto più di una flotta diretta verso i Caraibi. Sono un campione significativo della vela da crociera oceanica contemporanea, nel quale convivono barche di grande serie, yacht di lusso, multiscafi, equipaggi familiari e navigatori esperti.
Un mondo nel quale attraversare l'Atlantico rimane una delle grandi aspirazioni degli armatori, ma dove cresce anche l'attenzione alla preparazione tecnica, alla sicurezza e alla possibilità di condividere l'esperienza con altri velisti.
E forse è proprio questo il motivo principale del successo dell'ARC: offrire agli armatori la possibilità di realizzare il sogno di attraversare un oceano con la propria barca, senza dover necessariamente affrontare da soli tutti gli aspetti organizzativi dell'impresa.
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