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mercoledì 14 ottobre 2026
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Middle Sea Race 2026, Black Jack 100 sfida sette barche del giro del mondo

Alla Middle Sea Race 2026 Black Jack 100 affronta sette ex barche della Volvo Ocean Race. Chi sarà più veloce sulle 606 miglia intorno alla Sicilia?

Middle Sea Race 2026, Black Jack 100 sfida sette barche del giro del mondo
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Il 17 ottobre partirà da Malta la 47ª Rolex Middle Sea Race. Il grande favorito è Black Jack 100, il maxi di 30 metri vincitore in tempo reale nel 2025, ma a sfidarlo ci saranno sette ex barche della Volvo Ocean Race. Il confronto sarà interessante soprattutto dal punto di vista tecnico: può una barca progettata per affrontare gli oceani battere un maxi ottimizzato per le regate offshore?

La Rolex Middle Sea Race 2026, che prenderà il via sabato 17 ottobre da Malta, propone quest'anno un confronto particolarmente interessante tra due filosofie progettuali molto diverse. Da una parte ci sarà Black Jack 100, un maxi di 100 piedi progettato da Reichel/Pugh, dall'altra sette imbarcazioni nate per partecipare alle grandi regate oceaniche intorno al mondo.

Il percorso è quello tradizionale di 606 miglia nautiche, con partenza da La Valletta, passaggio attraverso lo Stretto di Messina, risalita verso Stromboli, giro della Sicilia in senso antiorario e ritorno a Malta passando per le isole Egadi, Pantelleria e Lampedusa.

Una regata che, nonostante la distanza relativamente contenuta rispetto alle grandi traversate oceaniche, può diventare estremamente impegnativa. Nel Mediterraneo il vento cambia spesso direzione e intensità, e una barca capace di raggiungere velocità molto elevate può perdere in poche ore tutto il vantaggio accumulato.

Black Jack 100, un maxi profondamente trasformato

Black Jack 100, dell'armatore Remon Vos e condotto dallo skipper Tristan Le Brun, parte come favorito per la vittoria in tempo reale. Nel 2025 ha completato la Middle Sea Race in 65 ore, 44 minuti e 7 secondi, conquistando il primo posto tra i monoscafi.

La barca ha una storia piuttosto lunga. In passato ha regatato con il nome Alfa Romeo II e successivamente Esimit Europa 2, conquistando più volte la vittoria in tempo reale alla Middle Sea Race.

Ma il Black Jack attuale è molto diverso dall'imbarcazione originale.

Negli anni sono state effettuate numerose modifiche, che hanno riguardato anche aspetti fondamentali del progetto. Sono stati modificati lo scafo, la distribuzione dei pesi, la zavorra e la chiglia, che oggi ha una pinna più lunga. È stato alleggerito l'armo e sono state riviste le configurazioni delle vele, oltre ad allungare il bompresso.

L'obiettivo è ottenere una barca sempre più veloce nelle diverse condizioni di vento.

Per l'edizione 2026 il team ha effettuato ulteriori interventi di ottimizzazione, introducendo nuove vele e lavorando anche sulle prestazioni in tempo compensato IRC. Black Jack, quindi, non punta soltanto ad arrivare primo, ma vorrebbe essere competitivo anche nella classifica generale.

Le sette barche oceaniche che sfidano Black Jack

Il gruppo degli inseguitori è composto da quattro Volvo Open 70 e tre Volvo Ocean 65, imbarcazioni nate per affrontare regate di migliaia di miglia attraverso gli oceani.

Tra le più interessanti c'è Pace, un Volvo Open 70 dell'armatore Johnny Vincent, che nel 2026 ha vinto la RORC Round Britain and Ireland Race sia in tempo reale sia nella classifica generale IRC.

In quella regata Pace ha percorso 486 miglia in 24 ore, dimostrando prestazioni molto elevate con vento sostenuto e alle andature portanti e al traverso.

Un altro concorrente importante sarà JAJO, un Volvo Ocean 65 olandese che nel 2023 si è classificato secondo assoluto in IRC alla Rolex Fastnet Race, disputata in condizioni meteorologiche particolarmente difficili.

Le sette imbarcazioni sono:

  • Pace – Volvo Open 70
  • Dinzer Doo – Volvo Open 70
  • Ocean Breeze – Volvo Open 70
  • Il Mostro – Volvo Open 70
  • JAJO – Volvo Ocean 65
  • Sisi – Volvo Ocean 65
  • Wind Whisper – Volvo Ocean 65

Queste barche sono state progettate per mantenere velocità elevate anche con mare formato e vento forte, condizioni nelle quali la robustezza strutturale e la capacità di sostenere a lungo grandi carichi diventano caratteristiche fondamentali.

La loro partecipazione alla Middle Sea Race permetterà di confrontare progetti concepiti per le grandi traversate oceaniche con un maxi di dimensioni maggiori, sviluppato e progressivamente modificato per cercare le massime prestazioni nelle competizioni offshore.

Può una barca del giro del mondo battere un maxi di 100 piedi?

La risposta dipende soprattutto dalle condizioni meteorologiche.

Black Jack 100 ha un vantaggio importante: è lungo oltre 30 metri, contro i circa 21 metri dei Volvo Open 70 e i 20 metri dei Volvo Ocean 65. La maggiore lunghezza al galleggiamento e la superficie velica consentono al maxi di sviluppare velocità superiori in numerose condizioni.

Ma le barche oceaniche hanno caratteristiche differenti. Sono state progettate per navigare a lungo con vento sostenuto e per mantenere velocità molto elevate soprattutto alle andature larghe.

Lo stesso skipper di Black Jack riconosce che Pace può diventare un avversario particolarmente pericoloso quando il vento supera i 20 nodi e la rotta consente di navigare al traverso o al lasco.

In queste condizioni il Volvo Open 70 riesce ad avvicinarsi alle prestazioni del maxi, nonostante i nove metri di lunghezza in meno.

La situazione cambia quando il vento scende sotto i 15 nodi. La maggiore superficie velica e la lunghezza al galleggiamento di Black Jack diventano determinanti e permettono al 100 piedi di allungare sugli inseguitori.

Questo significa che, su un percorso caratterizzato da vento forte e andature favorevoli, una delle ex barche del giro del mondo potrebbe riuscire a mettere in difficoltà Black Jack. Con vento leggero, invece, il maxi dovrebbe avere un vantaggio considerevole.

C'è poi un'altra questione, probabilmente ancora più importante: la continuità del vento.

Una barca più veloce può raggiungere per prima una zona di calma e rimanervi intrappolata, mentre quelle più lente, arrivate successivamente, potrebbero trovare una nuova brezza e recuperare rapidamente il distacco.

È proprio quello che accadde nel 2024, quando Black Jack perse la vittoria in tempo reale contro Scallywag 100 per appena venti minuti.

La Middle Sea Race sarà soprattutto una sfida tattica. Le prime previsioni meteorologiche non sembrano favorire le barche oceaniche. Gli organizzatori si aspettano una partenza con vento relativamente leggero, destinato a diminuire ulteriormente durante la prima notte.

Il passaggio verso lo Stretto di Messina potrebbe quindi risultare particolarmente lento.

In questo scenario Black Jack parte avvantaggiato, ma le frequenti transizioni meteorologiche del Mediterraneo potrebbero modificare rapidamente la situazione.

Tra gli altri concorrenti da seguire ci saranno anche il Mills 72 Balthasar, vincitore assoluto in tempo compensato nel 2025, e il Wallyrocket 71 Django 7X di Giovanni Lombardi Stronati, due barche particolarmente competitive con vento leggero.

Resta poi il riferimento cronometrico della manifestazione: il record dei monoscafi appartiene a Comanche, che nel 2021 completò il percorso in 40 ore, 17 minuti e 50 secondi.

Per migliorarlo bisognerebbe mantenere una media superiore ai 15 nodi sull'intero percorso, un risultato estremamente difficile considerando le numerose zone di vento irregolare intorno alla Sicilia.

La Middle Sea Race 2026 offrirà quindi un confronto interessante. Da una parte un maxi di 100 piedi sottoposto a un lungo processo di evoluzione tecnica, dall'altra imbarcazioni oceaniche progettate per percorrere migliaia di miglia a velocità elevate, anche nelle condizioni più dure.

Se il vento resterà leggero, Black Jack dovrebbe riuscire a sfruttare la propria superiorità dimensionale. Se invece arriveranno condizioni più sostenute, soprattutto al traverso e al lasco, i Volvo Open 70 potrebbero diventare avversari molto più difficili del previsto.

E in una regata come la Middle Sea Race non sempre vince la barca che può raggiungere la velocità massima più elevata. Spesso vince quella che riesce a mantenere la migliore velocità media, scegliendo la rotta giusta e rimanendo il più possibile nelle zone dove il vento continua a soffiare.

© Riproduzione riservata

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