
Ferrari Hypersail entra nella fase finale della costruzione. Il monoscafo oceanico di 100 piedi, circa 30,5 metri, ha completato la verniciatura dello scafo e l'applicazione della livrea, mentre le appendici sono arrivate in cantiere. Ferrari ha presentato nuovi dettagli del sistema che permetterà alla barca, progettata da Guillaume Verdier con la collaborazione di Giovanni Soldini, di navigare con lo scafo completamente sollevato dall'acqua.
La principale innovazione riguarda il sistema di foil. A differenza dei tradizionali monoscafi oceanici, Hypersail è stato progettato per navigare in modalità full foiling, sostenuto dalla portanza generata da tre punti di appoggio.
Tre punti di appoggio per navigare fuori dall'acqua
Il sistema utilizza due foil laterali, dei quali uno lavora in acqua mentre l'altro rimane sollevato, una chiglia basculante dotata di un'ala idrodinamica e un timone equipaggiato con un'ulteriore superficie portante.
La particolarità è proprio nella chiglia. Oltre alla tradizionale funzione di stabilizzazione, incorpora un foil con un flap mobile che contribuisce a regolare la portanza. Anche il timone partecipa al controllo dell'assetto attraverso una piccola superficie mobile.
Il risultato dovrebbe essere una barca capace di mantenere lo scafo fuori dall'acqua, riducendo sensibilmente la resistenza idrodinamica.
A gestire questo equilibrio sarà il Flight Control, un sistema elettronico sviluppato utilizzando le competenze Ferrari nel controllo dinamico delle automobili. Sensori distribuiti sull'imbarcazione rilevano continuamente velocità, inclinazione, vento e movimenti dello scafo. Un computer elabora queste informazioni e comanda gli attuatori che regolano le appendici.
Il sistema permette di effettuare correzioni continue dell'assetto, indispensabili per mantenere stabile una barca di queste dimensioni durante la navigazione sui foil.

Le differenze rispetto agli IMOCA
Il confronto più interessante è con gli IMOCA 60, i monoscafi di 18,28 metri utilizzati nel Vendée Globe e nelle principali regate oceaniche.
Anche gli IMOCA moderni utilizzano foil per generare portanza e diminuire la superficie bagnata, ma il loro funzionamento è generalmente orientato a una navigazione con lo scafo parzialmente sollevato. Nelle condizioni favorevoli alcuni modelli possono sollevarsi maggiormente, ma non adottano la stessa architettura a tre punti portanti di Hypersail.
Il progetto Ferrari punta invece a mantenere il volo completo attraverso un sistema integrato di appendici mobili e controllo elettronico. È una differenza sostanziale che comporta anche nuove difficoltà, soprattutto quando la barca deve affrontare onde irregolari e condizioni oceaniche impegnative.
La costruzione utilizza estesamente fibra di carbonio, con rinforzi in carbonio e titanio nelle zone maggiormente sollecitate, come i bracci dei foil e il carrello della randa.
Tra le altre innovazioni figurano un sistema Winch by Wire per la gestione dei verricelli, un albero orientabile e una randa a doppia superficie (double skin). Il programma di sviluppo ha già prodotto oltre 20 brevetti.
Il varo è previsto nel 2027. Prima di allora saranno effettuati i collaudi dei diversi sistemi, compresi i test delle appendici.
La vera verifica arriverà con le prime navigazioni: sollevare completamente dall'acqua un monoscafo di 30 metri è un obiettivo molto diverso dal riuscire a mantenerlo stabilmente in volo per lunghi periodi nelle condizioni variabili dell'oceano.
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