giovedì 18 luglio 2024
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Muore un velista francese alla ARC, un membro dell’equipaggio dell’X4.3 Agecanonix

Una notizia terribile arriva dalla flotta della ARC, il rally atlantico dalle Canarie ai Caraibi; è morto un membro dell’equipaggio dell’X4.3 Agecanonix

L'equipaggio di Agecanonix
L'equipaggio di Agecanonix
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Una notizia terribile arriva dalla flotta della ARC, il rally atlantico dalle Canarie ai Caraibi. Nella notte tra il 26 e il 27 novembre è morto un membro dell’equipaggio dell’X4.3 Agecanonix. Si tratta di Max Delannoy, che faceva parte di un equipaggio di tre persone tutte di nazionalità francese.

Non sono chiare le dinamiche dell’incidente, ma inizia a prendere corpo l’ipotesi di una violenta bomata dalle pochissime informazioni che trapelano. Al momento dell’incidente Agecanonix si trovava a nord della rotta ortodromica, in una zona metereologicamente “nervosa” con un Aliseo sporco ruotato a sudest e piuttosto forte d’intensità, con probabile mare incrociato.

Sul posto è intervenuta la nave da crociera PV Mein Schiff 1 che si è messa prima a scudo sopravvento alla barca e poi ha iniziato i tentativi di approccio fino a riuscire a issare a bordo il cadavere e gli altri due membri di equipaggio.

Da quello che sappiamo sarebbe stato ferito anche un altro uomo, così che l’evacuazione e l’abbandono della barca è diventato inevitabile. L’abbandono nave è avvenuto al 29° 3.71 N, 026° 30.38 W e Agecanonix viene adesso monitorata tramite il sistema di tracking.

Non è chiaro se l’organizzazione abbia oscurato il tracker della flotta per motivi di riservatezza, questa mattina il link per il monitoraggio non è visibile sul sito della ARC.

In attesa di capire cosa sia realmente successo, va tenuto a mente che la flotta che partecipa alla ARC nella stragrande maggioranza è composta da amatori, la maggior parte dei quali sono alla primissima esperienza in Oceano.

L’organizzazione della regata offre un training formativo nelle settimane precedenti alla partenza proprio per fornire agli equipaggi gli strumenti necessari per gestire eventuali emergenze.

Non sappiamo quanto nel caso specifico abbia influito l’inesperienza e quanto la tragica sfortuna di un episodio, quello che è certo è che l’Oceano prima di essere un sogno di molti è un “avversario” serio da affrontare e rispettare.

In tanti pensano che sia sufficiente preparare una borsa e andare alle Canarie per cercare un imbarco per il grande “tuffo”, ma la realtà spesso è tragicamente molto più complessa.

L'ipotesi della strambata involontaria dietro la morte di Delannoy?


Un frame dalla tedesca Bild
Un frame dalla tedesca Bild
Aggiornamento del 1/12/2021 - Cosa è successo a bordo dell’X 4.3 Agecanonix a bordo del quale, durante la ARC, è morto il velista 73enne Max Delannoy?

Si tratta di una domanda che è rimbalzata a lungo sui social, anche se una risposta ufficiale non esiste ancora e comunque la conoscono solo i due compagni sopravvissuti. C’è però un’ipotesi che sembra prendere campo e che viene ricavata dalle immagini aeree del salvataggio pubblicate dalla tedesca Bild.

In un frame di pochissimi secondi si nota infatti come il boma della barca molto probabilmente sia spezzato.

I compagni di Delannoy hanno dichiarato che un colpo dal boma è stata la causa della morte, il fatto che lo stesso sia spezzato fa pensare a una possibile dinamica: un’improvvisa, e molto violenta, strambata involontaria con il boma che si rompe e cade in testa al velista uccidendolo sul colpo.

Le condizioni meteomarine del resto non erano semplici, con onda intorno ai 5 metri e quasi 40 nodi di vento.

La strambata involontaria in Oceano, navigando per giorni alle andature portanti con mare lungo, è un evento sempre in agguato e i suoi esiti possono essere anche gravi.

La barca ha albero e boma verniciati di bianco, il che lascia supporre che questi siano in carbonio (quelli in alluminio non vengono verniciati). Un fattore che avallerebbe ancora di più il boma spezzato per il contraccolpo della strambata.

Un drammatico incidente insomma, occorso a un equipaggio che comunque aveva deciso di affrontare la traversata atlantica in 3 persone, un numero alquanto ridotto considerata anche l’età di due dei membri dell’equipaggio.

La barca nel frattempo è ancora in Oceano ma dovrebbero esserci concrete possibilità di un recupero di successo.

© Riproduzione riservata

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