SVN logo

Tragedia alla ARC: muore un velista francese

Incidente a bordo dell’X4.3 Agecanonix, barca evacuata, oltre a un morto ci sarebbe anche un ferito

SailItalia
ADV
Muore un velista francese
La partenza

Il rito della traversata atlantica: è partita la ARC


(aggiornamento del 29 novembre)
Una notizia terribile arriva dalla flotta della ARC, il rally atlantico dalle Canarie ai Caraibi. Nella notte tra il 26 e il 27 novembre è morto un membro dell’equipaggio dell’X4.3 Agecanonix. Si tratta di Max Delannoy, che faceva parte di un equipaggio di tre persone tutte di nazionalità francese.

Non sono chiare le dinamiche dell’incidente, ma inizia a prendere corpo l’ipotesi di una violenta bomata dalle pochissime informazioni che trapelano. Al momento dell’incidente Agecanonix si trovava a nord della rotta ortodromica, in una zona metereologicamente “nervosa” con un Aliseo sporco ruotato a sudest e piuttosto forte d’intensità, con probabile mare incrociato.

Sul posto è intervenuta la nave da crociera PV Mein Schiff 1 che si è messa prima a scudo sopravvento alla barca e poi ha iniziato i tentativi di approccio fino a riuscire a issare a bordo il cadavere e gli altri due membri di equipaggio.

Da quello che sappiamo sarebbe stato ferito anche un altro uomo, così che l’evacuazione e l’abbandono della barca è diventato inevitabile. L’abbandono nave è avvenuto al 29° 3.71 N, 026° 30.38 W e Agecanonix viene adesso monitorata tramite il sistema di tracking.

Non è chiaro se l’organizzazione abbia oscurato il tracker della flotta per motivi di riservatezza, questa mattina il link per il monitoraggio non è visibile sul sito della ARC.

In attesa di capire cosa sia realmente successo, va tenuto a mente che la flotta che partecipa alla ARC nella stragrande maggioranza è composta da amatori, la maggior parte dei quali sono alla primissima esperienza in Oceano.

L’organizzazione della regata offre un training formativo nelle settimane precedenti alla partenza proprio per fornire agli equipaggi gli strumenti necessari per gestire eventuali emergenze.

Non sappiamo quanto nel caso specifico abbia influito l’inesperienza e quanto la tragica sfortuna di un episodio, quello che è certo è che l’Oceano prima di essere un sogno di molti è un “avversario” serio da affrontare e rispettare.

In tanti pensano che sia sufficiente preparare una borsa e andare alle Canarie per cercare un imbarco per il grande “tuffo”, ma la realtà spesso è tragicamente molto più complessa.

Il rito della traversata atlantica: è partita la ARC


(aggiornamento del 22 novembre)
Il sogno di attraversare l’Oceano è comune a molti velisti, e tanti hanno trovato un modo per esaudirlo. Si chiama ARC, Atlantic Rally for Cruisers, la traversata atlantica per gli amatori.

Non è classificabile come una vera e propria regata, anche se c’è chi la fa con spirito sportivo, dato che è possibile anche accendere il motore, ma definizioni a parte, regata o meno, la ARC è uno dei grandi “fenomeni” della vela internazionale.

L’edizione 2021 è partita domenica 21 novembre, con oltre 140 imbarcazioni in rappresentanza di più di 30 nazioni, da Las Palmas, alle Canarie, e arriverà come di consueto a Santa Lucia, Caraibi, dopo una navigazione di 2700 miglia.

Per capire che fenomeno è la ARC basti pensare che tanti velisti partono alla volta delle Canarie per cercare un imbarco per questa mitica traversata, partendo magari senza alcuna sicurezza sul trovarlo.

Questo perché l’ARC rappresenta anche spesso il modo più sicuro, in flotta, per compiere il grande passo oceanico. In caso di avaria è probabile che a poche decine di miglia ci sia un altro concorrente pronto a intervenire per dare una mano, e le barche sono tutte monitorate tramite il tracking dall’organizzazione.

Sono tanti gli italiani che anche quest’anno hanno creduto in questa formula. Sette barche con equipaggio italiano sono partite da Las Palmas: il Vismara 69 Nacira, il Vismara 62 Yoru, il Neel 47 Minimole, il Najad 37 Bel Ami, il Bavaria 57C JK Sail, il Sun Odyssey 52.2 Mizar e lo Swan 98 Drifter Cubed.

Per le barche più veloci, stando alle condizioni meteo, con un Aliseo capriccioso soprattutto nella prima parte, saranno necessari non meno di 10-12 giorni per completare la traversata, anche il doppio del tempo per i tanti cruisers che animano la flotta della ARC.

© Riproduzione riservata