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lunedì 4 luglio 2022
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Nave cargo va a scogli nel Mar Nero, rischio disastro ambientale

Rischio disastro ambientale per la nave cargo andata a scogli nel Mar Nero. Le autorità bulgare negano, ma un report di Greenpeace parla di rischio di danni permanenti all’ecosistema: la nave trasporta dei fertilizzanti all’azoto

La nave da carico Vera SU arenata nel Mar Nero
La nave da carico Vera SU arenata nel Mar Nero
Ci sono ben 3.300 tonnellate di pericolosi fertilizzanti azotati nella stiva della nave da carico Vera SU, andata a scogli e arenatasi sul Mar Nero, in acque appartenenti alla Bulgaria e non lontano dalla riserva naturale di Yaylata.

La situazione, passata sotto silenzio sui media occidentali, è piuttosto grave dato che la nave è ormai arenata da diverse settimane (l’incidente è avvenuto a fine settembre) ma al momento il cargo, come segnalato anche dal tracciamento AIS, è esattamente nello stesso punto dove è avvenuto l’incidente.



La collisione contro gli scogli sarebbe avvenuta per una distrazione dell’ufficiale di guardia. La VERA Su è una nave battente bandiera di Panama, costruita nel 1989, lunga 89 metri e larga 12.
Ad alzare la voce per accendere i riflettori sull’accaduto è stata Greenpeace, che ha denunciato la negligenza delle autorità bulgare colpevoli, a detta dell’ONG, di non essere intervenute in modo tempestivo e di non avere messo in atto le procedure necessarie per arginare l’inquinamento.

"Siamo indignati per la mancanza di un chiaro piano d'azione, per l'apparente incuria e il ritardo nell'operazione", ha dichiarato Greenpeace Bulgaria in una nota. "Se il rilascio del carico nell'acqua di mare dovesse continuare porterà inevitabilmente a effetti duraturi e irreversibili sull'equilibrio ecologico e sugli ecosistemi dell'area".

Le autorità locali bulgare invece sostengono che la posizione della nave è stabile e non c’è stata fuoriuscita di materiale inquinante, ma si fa fatica a credere a questa versione dati i tanti giorni trascorsi dall’incidente.

Data la posizione geografica del sinistro, non lontano dalla riserva naturale di Yaylata, si temono danni ingenti anche a lungo termine sull’ecosistema circostante.

© Riproduzione riservata

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