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La spugna al polline per ripulire il mare dal Petrolio

I ricercatori del progetto sono sicuri: il polline di girasole può salvare gli Oceani dagli idrocarburi

NSS
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Una spugna al polline in grado di ripulire il mare dal petrolio, questo l’obiettivo che un gruppo di ricercatori di Singapore sta cercando di raggiungere.

I disastri petroliferi oggi sembrano un ricordo lontano, e in buona parte è vero, ma il pericolo della presenza di idrocarburi in mare a causa delle attività dell’uomo non è certo cessato. Non serve il disastro ambientale causato dal naufragio di una petroliera perchè grandi quantità di idrocarburi di vario genere vengono quotidianamente riversati in mare anche senza incidenti eclatanti.

L’International Tanker Owners Pollution Federation (ITOPF) ha stimato che nel 2020 siano state sversate in mare oltre 1000 tonnellate di petrolio a causa del traffico marittimo globale. Questo idrocarburo resta in mare in modo quasi perenne e la bonifica delle aree contaminate spesso è un processo lungo e laborioso che può durare molti anni.

Per questo motivo i ricercatori della Nanyang Technological University (NTU) di Singapore stanno cercando di mettere a punto una sorta di “spugna” che possa servire a pulire le zone contaminate senza interventi di mezzi meccanici che, in alcuni casi, causano loro stessi ulteriore inquinamento.

La particolarità di questa spugna, realizzabile secondo i ricercatori in varie grandezze a seconda delle entità di intervento e di idrocarburo da pulire, è quella di essere composta dal polline della pianta di girasole. I microgranelli di polline vengono compattati e legati con un gel e trattati con acido stearico, prodotto naturale, per renderli idrorepellenti.

Si calcola che la spugna possa assorbire da 9.7 fino a 29.3 grammi di contaminante per ogni grammo di assorbente. Un sistema che potrebbe risolvere, senza creare ulteriori danni ambientali, il problema delle zone contaminate.

Per esempio si potrebbero installare le spugne anche in tutti i grandi porti commerciali, dove non serve che ci siamo sversamenti per inquinare, ma dove bastano i fumi delle navi e i gas che fuoriescono dalle marmitte di qualsiasi imbarcazione.

“Le prove fatte dimostrano che questa spugna sia in grado di assorbire selettivamente agenti inquinanti per poi rilasciarli con efficacia comparabile o superiore ai metodi in uso oggi - raccontano i ricercatori che stanno sviluppando il progetto. - Ciò che la rende davvero interessante è che lo fa a costi molto contenuti e in maniera sostenibile per l’ambiente”.


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