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Nuove tasse per navigare in Croazia

La Croazia diventa il paese nauticamente più tassato d’Europa

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Spalato (Croazia) – Non c’è stato molto da discutere, l’Associazione degli operatori della nautica croata, l’omologo della nostra UCINA, non ha potuto fare nulla e la legge che stabilisce un grande salto negli importi delle tasse da pagare per navigare in Croazia ha passato il vaglio del parlamento, è stata approvata e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, quindi è già attiva.

Il salto nella dimensione degli importi della tassa di soggiorno per le barche è di quelli che lasciano sorpresi. Una barca di 10 metri se prima pagava 150 euro l’anno ora paga 775 euro. Un 12 metri per navigare in Croazia 15 giorni, l’anno scorso pagava 53 euro, la prossima stagione pagherà 127 euro. Non sono importi proibitivi, ma sono più del doppio di quanto si è pagato sino ad oggi.

Le nuove tasse avranno dei riflessi sia sui prezzi dei noleggi, dal momento che le società di charter saranno costrette a riversare sui loro clienti l’aumento d’imposta, sia sul traffico frontaliero di barche, quella flotta di italiani che dalle zone del nord est trascorrono qualche weekend in Croazia durante la bella stagione.

Le barche più piccole saranno quelle più penalizzate perché gli scaglioni dell’imposta sono molto ampi e non tengono conto né del valore, né della vetustà della barca, quindi un 9 metri di 20 anni paga quanto un 12 metri di un anno nonostante il secondo possa valere anche 15 volte il primo.

Un approfondimento sul prossimo numero di SVN Solovelanet on line nei primi giorni di ottobre.