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mercoledì 25 novembre 2020

Ponza recidiva

Continuano gli abusi dei pontili a Ponza, e i carabinieri non danno tregua

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Ponza – E’ mattina, sono le 10 e sui pontili di Santa Maria, sull’isola di Ponza, arriva un gommone dei carabinieri con un gruppo di militari a bordo in un’inedita divisa, un costume da bagno.

Gli uomini dell’arma prendono misure, si immergono per controllare la collocazione dei corpi morti che sostengono il pontile e danno seguito a uno dei tanti controlli che, su incarico della procura, stanno portando a compimento a Ponza, l’isola che quattro anni fa è stata teatro di un maxi sequestro di pontili a causa delle gravi irregolarità con le quali questi erano stati costruiti.

Nonostante quel sequestro sia costato a Ponza danni economici gravi, alcuni continuano a non rispettare le regole e a occupare le zone demaniali.

E’ di giovedì scorso l’ultimo sequestro portato a compimento dai carabinieri di Latina che hanno anche denunciato P.S. di 65 anni per occupazione abusiva di area demaniale marittima, uccisione, distruzione, cattura, prelievo detenzione di esemplari di specie animali o vegetali selvatiche protette e violazione di sigilli.

Il sessantacinquenne aveva prolungato senza autorizzazione la sua banchina e utilizzava corpi morti che erano stati posti sotto sequestro perché considerati dannosi per il fondale di posidonie che insiste su quel tratto di rada.

Quello di P.S. non è il primo caso di irregolarità della stagione, lunedì scorso è stato dissequestrato il pontile della Nautica Enros, che era stato messo sotto sequestro per trovato essere 4 metri più lungo di quello che prevedeva la concessione marittima.