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venerdì 27 novembre 2020

I Pirati verdi rientrano, il comandante non c’è

Le navi degli Sea Shepherd nella giornata di ieri, 20 marzo, sono rientrate a Melbourne. Ad accoglierle una grande festa, Paul Watson è tornato in clandestinità

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Melbourne – La Steve Irwin, la Bob Barker e la Sam Simon, tre delle navi degli Sea Shepherd che hanno vinto la flotta di baleniere giapponesi costringendole a tornare in porto con meno del 10% del carico previsto, sono rientrate ieri nel porto di Melbourne in Australia accolte da una folla festante.

A bordo non c’era Paul Watson, il comandante dei pirati verdi che è rimasto in mare in acque internazionali per sfuggire al mandato di cattura dell’Interpol emesso su richiesta del Giappone e del Costa Rica.

Prima di rientrare nelle acque nazionali australiane, il direttore della campagna di contrasto alla caccia alle balene di quest’anno, Bob Brown, ha chiesto al Governo australiano assicurazioni sulla sorte di Paul Watson.

A rispondere alle domande di Brown, ha provveduto lo stesso Ministro della Giustizia, Mark Dreyfus parlando in Parlamento dove ha assicurato che in Australia non c’è nessun ordine di cattura per Paul Watson, ma che lui non può garantire che una volta su suolo australiano Watson non possa essere estradato su richiesta dell’Interpol.

Il comandate Watson quindi è tornato in clandestinità e ora non si sa bene se sia a bordo di qualche nave in acque internazionali, o sia in un nascondiglio preparato per lui dai Pirati verdi.

Quello che lascia perplessi è come si sia potuto emettere un mandato di cattura per Watson su richiesta del Giappone per aver ostacolato la pesca di questi e non sia stato fatto ancora molto contro il Giappone che da anni caccia specie protette nascondendosi dietro la scusa della caccia a scopi scientifici.

Il mondo si chiede: cosa ci fa un laboratorio di ricerca con 1.000 balene da 20.000 chili l’anno?