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giovedì 26 novembre 2020

I dazi sull’alluminio di Trump danneggiano la nautica statunitense

I produttori americani di alluminio non possono coprire le necessità del paese

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Washington, (USA) – Seguendo il copione populista Donald Trump ha annunciato l’imposizione di dazi che andranno dal 10% al 25% su tutto l’acciaio e l’alluminio d’importazione per proteggere la produzione nazionale e subito l’industria della nautica, insieme ad altri comparti, ha iniziato a protestare.

La NMMA (l’equivalente della Confindustria nautica) per voce del suo presidente Thom Dammrich, ha dichiarato che i dazi di Trump danneggeranno seriamente il comparto nautico.

Negli Stati Uniti ogni anno si costruiscono 111.000 imbarcazioni in alluminio (il 43% del totale delle barche realizzate nel paese), per quest’attività viene impiegata una grande quantità di fogli di alluminio che però l’industria locale non è in grado di fornire perché negli anni non si è modernizzata e ora fatica a produrre e tenere bassi i costi.

Se l’industria locale non ce la farà a fare fronte alle richieste, bisognerà comprare alluminio con i dazi e questo graverà in modo incisivo sui prezzi del prodotto finale facendo calare le vendite.

In realtà anche se l’industria locale dovesse riuscire a tenere testa alla domanda di alluminio che viene dagli altri comparti industriali, i prezzi aumenterebbero, infatti è difficile pensare che i produttori americani una volta che si troveranno in un regime di semi monopolio imposto dai dazi resistano alla tentazione di aumentare i loro prezzi e i loro guadagni.

L’industria nautica negli Stati Uniti ha un fatturato di 37 miliardi di dollari e da lavoro a 650.000 persone, buona parte del fatturato e dei posti di lavoro arrivano dalle barche in alluminio che qui vengono usate sia per la navigazione in acque interne, molto praticata, sia per la navigazione in mare.