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lunedì 23 novembre 2020

L’eclettico Vincenzo Onorato dalla vela passa al teatro

Onorato ha scritto una piece teatrale che è stata messa in scena ai Filodrammatici di Milano

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Milano – Che Onorato non fosse il solito riccone tutto affari e intrallazzi lo si era capito da tempo. Vincenzo Onorato, che è stato uno dei maggiori protagonisti della vela italiana degli ultimi 20 anni, seppur acuto uomo d’affari determinato a ottenere il massimo dalla sue aziende, non ha mai trascurato di relazionarsi alla vita anche dal punto di vista del sociale.

Uomo sensibile ai problemi della sua terra e in generale ai problemi di chi è stato molto meno fortunato di lui, dopo diversi romanzi, ha scritto una piece teatrale che affronta il problema migrazione guardandolo con gli occhi dei ricchi e denunciano la strumentalizzazione del problema.

La storia, messa in scena tra gli altri anche da suo figlio Alessandro, racconta di una cena di beneficenza a favore dei migranti, ma quello dell’immigrazione è l’ultimo dei problemi di chi alla cena partecipa. Intrallazzi, richieste di favori, o vissuta come semplice appuntamento mondano, la cena non ha nulla a che vedere con gli immigrati che rimangono sullo sfondo con le loro tragedie e diventano un semplice pretesto per un gruppo di facoltosi di fare i propri affari.

L’impegno sociale di Vincenzo Onorato non è nuovo, come abbiamo già detto, qualche anno fa il padron di Mascalzone Latino aveva fondato una scuola di vela per ragazzi disagiati di Napoli. Scuola che ancora esiste e opera con successo.

Onorato ha voluto dedicare il suo ultimo lavoro ai calciatori del Napoli Ghoulam e Koulibaly, dichiarando "la prova vivente che degli extracomunitari non possiamo fare a meno"