lunedì 22 luglio 2024
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Rischio collisione in mare: cosa fa lo skipper?

Rischio collisione in mare: cosa fa lo skipper?
Rischio collisione in mare: cosa fa lo skipper?

Abbiamo fatto un sondaggio tra un gruppo ristretto di Skipper per scoprire le loro strategie di prevenzione delle collisioni in mare. Le risposte raccolte si sono rivelate molto interessanti

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Nei giorni precedenti le vacanze di Natale abbiamo voluto fare un piccolo sondaggio tra i nostri lettori e abbiamo inviato una mail a un gruppo ristretto di iscritti alla nostra newsletter. Abbiamo selezionato un gruppo selezionato di 450 iscritti alla nostra newsletter, focalizzandoci su coloro che hanno mostrato il maggiore coinvolgimento con i nostri contenuti e che effettivamente navigano.

Il nostro obiettivo era chiaro: capire quali misure vengono adottate dagli skipper per evitare collisioni in mare.

Le risposte ottenute non solo sono state interessanti, ma hanno anche fornito un'immagine chiara delle tecniche utilizzate.

Il sondaggio era composto da tre domande, ognuna con tre opzioni di risposta.

Ecco il sondaggio con a lato la percentuale delle risposte.

1 - Quando navighi con il pilota automatico e controlli l’orizzonte, che parti di orizzonte controlli?
a) 130 gradi davanti a me - 11%
b) 180 gradi davanti a me - 35%
c) a 360 gradi - 54%

2 - Stai facendo un lungo trasferimento a una media di 6 nodi con il pilota automatico inserito. La visibilità è buona. Ogni quanto controlli l’orizzonte?
a) Ogni 5 minuti - 38%
b) Ogni 10 minuti - 26%
c) Ogni 20 minuti - 36%

3 - Quando incroci una nave mercantile che arriva sulla sinistra della tua barca e siete in rotta di collisione, cosa fai?
a) Gli do acqua - 42%
b) Vado dritto perché ho la precedenza - 9%
c) Guardo cosa fa, se non accenna a manovrare, manovro io - 49%

Le risposte del sondaggio indicano che la maggior parte degli skipper preferisce adottare un approccio prudente.

In tutte e tre le domande le risposte hanno messo in evidenza che tra le varie scelte disponibili, la maggior parte degli skipper preferisce adottare un approccio prudente. Sono pochi coloro che agiscono rigidamente, come coloro che hanno risposto che se incrociano una nave sulla quale hanno la precedenza, comunque rimangono in rotta perché pretendono che questa gli riconosca il diritto di precedenza. Un atteggiamento del genere va contro il primo dovere del comandante che è quello di salvaguardare la sicurezza del proprio equipaggio.

Per ogni domanda, abbiamo incluso l'opzione preferita dalla nostra redazione, composta da persone con una lunga esperienza di navigazione. Tuttavia, non consideriamo automaticamente la nostra scelta come la migliore. Ci sono alcune risposte che indicano un livello di prudenza diverso, ma comunque accettabile. Tra le opzioni di risposta invece ce ne è sempre una che consideriamo errata e che se applicata potrebbe generare una potenziale situazione di pericolo.

Prima domanda - Quando navighi dove guardi?
La redazione ha scelto la risposta 3, ovvero a 360°. Guardarsi tutto intorno è una cosa molto importante. Se una barca a motore condotta dal pilota automatico arriva da dietro, se c’è vento e siete a vela è possibile che non la sentiate e questa vi piomberà addosso senza che voi ve ne accorgiate. Su questo argomento, oltre la metà dei velisti interpellati, la pensano come noi. Speriamo che l’atro 46% cambi abitudine, e quando controlla l’orizzonte, controlli anche alle sue spalle.

Seconda domanda - Stai facendo un lungo trasferimento a una media di 6 nodi con il pilota automatico inserito. La visibilità è buona. Ogni quanto controlli l’orizzonte?
Qui è dove abbiamo registrato la maggiore diversità tra quello che noi consideriamo più vicino alla risposta corretta e quanto dichiarato dai velisti interpellati.

La redazione ha scelto la risposta numero 2 (ogni 10 minuti). Nella domanda si dice che stiamo navigando a 6 nodi. L’orizzonte libero visibile al livello del mare, a causa della curvatura terrestre, è di 6 miglia, una nave o un qualsiasi motoscafo che si alza sull’orizzonte può essere visibile già a 8 miglia. Una nave mercantile oggi può viaggiare a 25 nodi che sommati ai nostri 6 nodi, danno una velocità di avvicinamento tra le due unità di 31 nodi.

A conti fatti per avere una collisione partendo da 8 miglia di distanza servono circa 15 minuti. Quindi, la risposta numero 2, dove si dice che controllerò l’orizzonte ogni 10 minuti, è quella che garantisce un accettabile livello di sicurezza.

Se lo faccio dopo 20 minuti, non avrò margine di manovra, sempre ammesso che le due unità navighino una contro l’altra alla velocità supposta.

Quindi va bene chi ha scelto la risposta numero uno anche se controllare ogni cinque minuti l’orizzonte non è strettamente necessario, mentre è pericoloso il comportamento di chi pensa di poter controllare l’orizzonte ogni 20 minuti. Non succederà mai nulla, ma il giorno che si troverà nella situazione descritta, si accorgerà del pericolo al momento della collisione, come è effettivamente avvenuto in alcuni casi.

Terza domanda - Quando incroci una nave mercantile che ti arriva sulla sinistra e siete in rotta di collisione, cosa fai?
Per nostra esperienza e natura, avremmo scelto la risposta numero 1: gli do acqua. Noi daremo acqua a priori, precedenza o meno. Se decidiamo di farlo quando la nave è molto lontana, deviando dalla rotta anche solo di due gradi sulla sua poppa, la eviteremo facilmente senza perdere troppa acqua.

Una nave, soprattutto se è molto grande, ci mette molto a cambiare rotta e anche se accosta solo di pochi gradi, è costretta ad allungare il suo percorso, forse di poco, ma comunque lo allunga.

Noi siamo in vacanza, a noi allungare di qualche centinaio di metri per evitare la nave non costa nulla. Scegliendo di dare comunque acqua alla nave non rischiamo nulla, la nave risparmia tempo, l’ambiente ci guadagna perché si brucia meno gasolio e noi navighiamo più rilassati.

Perfettamente lecita è anche la risposta numero tre: aspetto di vedere cosa fa la nave, se non manovra, manovro io.

Pericoloso, invece, l’atteggiamento di quella minoranza che pretende di avere per forza la precedenza. È questo atteggiamento all’origine delle poche collisioni che si hanno durante l’anno tra una barca a vela e una nave mercantile. Ci sono navi mercantili che sono lasciate al pilota automatico e la guardia non è sempre attenta come lo siamo noi sulle nostre barche.

Perché rischiare di farci male e di far male a chi è con noi?

© Riproduzione riservata

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