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lunedì 11 maggio 2026
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Swan 73, Nautor torna nei 22 metri con una barca da vivere

Nautor Swan presenta il nuovo Swan 73, una barca a vela di 22 metri pensata per unire prestazioni, comfort e vita a bordo.

Un rendering del nuovo Swan 73
Un rendering del nuovo Swan 73
Gais Gais Gais
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Nautor Swan torna nel segmento dei 22 metri con il nuovo Swan 73, una barca a vela pensata per armatori che cercano prestazioni, comfort e una vita di bordo più semplice da gestire rispetto a quella richiesta da un maxi yacht. Il nuovo modello, già in costruzione presso il Boatbuilding Technology Centre di Pietarsaari, in Finlandia, sarà varato nel 2027 e arriva in un momento simbolico per il cantiere, che nel 2026 celebra i suoi 60 anni di attività.

Lo Swan 73 si inserisce appena sotto la fascia dei maxi yacht, ma ne riprende alcune ambizioni: lunghe navigazioni, spazi generosi, qualità costruttiva e attenzione al comfort. La differenza sta nella volontà di rendere questa dimensione più fruibile, anche con equipaggi ridotti, senza trasformare la barca in un oggetto troppo complesso da vivere. È un tema centrale per molte barche a vela moderne: non basta più andare forte, bisogna anche permettere all’armatore e ai suoi ospiti di stare bene a bordo, sia in navigazione sia all’ancora.

Lo Swan 73 come sarà alla fonda
Lo Swan 73 come sarà alla fonda

Il ritorno di Swan nel segmento dei 22 metri

Il progetto porta firme importanti. L’architettura navale è di Germán Frers, nome legato da decenni alla storia di Nautor Swan. Le linee esterne sono di Luca Ardizio Design, mentre gli interni sono curati da Blend Studio insieme al team del cantiere. Il risultato è una barca che cerca di tenere insieme due mondi spesso difficili da conciliare: quello della navigazione sportiva e quello della crociera d’altura vissuta con tempi più lenti, comfort e protezione.

Lunga 23,67 metri fuori tutto, con una lunghezza di scafo di 22,47 metri e un baglio massimo di 6,12 metri, lo Swan 73 ha un dislocamento leggero di circa 38,8 tonnellate e una zavorra di 8.500 chili. Sono numeri che raccontano una barca importante. Il piano velico e le linee di carena puntano a dare reattività al timone, stabilità e controllo, elementi che su un’imbarcazione di queste dimensioni diventano fondamentali per rendere la navigazione piacevole e non faticosa.

La costruzione prevede laminato in vetroresina infuso con resina vinilestere, strutture sandwich e rinforzi locali in carbonio su scafo e coperta. È una soluzione coerente con l’obiettivo del progetto: contenere i pesi dove serve, mantenere solidità e assicurare una barca adatta a navigazioni impegnative. Lo Swan 73 potrà essere scelto con due opzioni di chiglia: una standard da 3,20 metri e una telescopica che varia da 2,80 a 4,25 metri. Quest’ultima soluzione amplia il raggio d’uso della barca, perché permette di avvicinarsi a baie e porti meno profondi senza rinunciare alle prestazioni quando la chiglia è completamente abbassata.

L'area ospiti del pozzetto dello Swan 73
L'area ospiti del pozzetto dello Swan 73

Una coperta pensata per muoversi meglio a bordo

Una delle scelte più interessanti riguarda la coperta. Il layout asimmetrico, con il tambuccio spostato e un pozzetto ospiti concepito come spazio protetto, prova a cambiare il modo in cui si vive una grande barca a vela. Non è una novità, ma si rifà a una delle ultime tendenze in fatto di ingressi a bordo.

Studiata con particolare cura, la viabilità della barca permette a equipaggio e ospiti di muoversi senza ostacoli, fluendo sull’imbarcazione in piena libertà.

La coperta è divisa in aree con funzioni diverse. A prua si trova uno spazio più privato, pensato anche per il relax all’ancora. Al centro c’è il pozzetto ospiti, che può diventare una sorta di veranda affacciata sul mare. Tra le opzioni è previsto anche un hard top rigido, capace di trasformare questa zona in un ambiente più protetto e, se necessario, climatizzato. Più a poppa resta l’area dedicata alla conduzione, con doppia timoneria, winch e sistemi di controllo organizzati per facilitare la navigazione anche con poche persone esperte a bordo.

La dinette dello Swan 73
La dinette dello Swan 73

Interni luminosi e spazi separati

La configurazione degli interni prevede una suite armatoriale a prua, due cabine ospiti con bagno privato e una zona equipaggio flessibile a poppa. Sono disponibili anche soluzioni con tre o quattro cabine, a seconda delle esigenze dell’armatore. La cucina e l’area di servizio sono collocate verso poppa, con l’obiettivo di garantire privacy e separazione tra gli spazi tecnici e quelli dedicati agli ospiti.

Blend Studio ha lavorato su un ambiente luminoso e contemporaneo, con noce canaletto, tessuti chiari e finiture pensate per dare calore senza appesantire. Le grandi finestrature aumentano la luce naturale e rendono gli ambienti meno chiusi rispetto alla tradizione di molte barche d’altura. Anche qui il messaggio è chiaro: lo Swan 73 non vuole essere soltanto una barca da condurre, ma una barca da abitare.

Un segnale per il mercato della vela di fascia alta

Il nuovo modello arriva in una fase importante per Nautor Swan, oggi inserita nella strategia di sviluppo di Sanlorenzo. La nascita dello Swan 73 non è quindi solo il lancio di un nuovo yacht, ma anche un segnale industriale. Il cantiere torna in una fascia di mercato nella quale mancava da due decenni e lo fa con un progetto che cerca equilibrio, più che rottura. Le linee restano fedeli all’identità Swan, ma il modo di vivere la barca guarda alle esigenze degli armatori di oggi.

Nel mercato delle barche a vela di fascia alta, il tema non è più soltanto costruire modelli più grandi o più potenti. La vera sfida è rendere queste barche utilizzabili, desiderabili e coerenti con il modo in cui le persone vogliono navigare. Lo Swan 73 nasce dentro questa domanda: una barca capace di correre, ma anche di fermarsi bene; capace di affrontare mare e vento, ma anche di offrire silenzio, protezione e spazio.

Per chi ama la vela, il ritorno di Swan nel segmento dei 22 metri è una notizia che va oltre il singolo modello. Racconta una direzione del mercato e conferma che, anche nelle dimensioni importanti, la barca a vela resta un luogo in cui tecnica, bellezza e vita reale devono trovare un punto di incontro. Lo Swan 73 prova a farlo senza rinunciare alla propria identità: quella di un cantiere che ha costruito una parte importante della storia della vela d’altura.

© Riproduzione riservata

Aladar Aladar Aladar
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