
La rottura di una tasca della stecca della randa, rende questa inutilizzabile. Con un po’ di pazienza si può riparare il danno: vediamo come, con il nostro amico Antonio Incarbona
Il timoniere avvisa che sta per abbattere, il randista e il prodiere si dicono pronti. Via, si abbatte! Un’indecisione in manovra, una stecca che si punta e zac... la tasca che contiene una delle stecche della randa si strappa. La randa comincia a fileggiare nella parte dell’allunamento. Non c’è niente da fare, in queste condizioni continuare a veleggiare vorrebbe dire rompere ulteriormente la randa.Siamo in crociera e di rientrare al porto che abbiamo lasciato già da qualche ora per la riparazione, non se ne parla nemmeno. D’altronde l’arrivo è previsto per domani e rinunciare a navigare tutta la notte con questo vento che ti spinge da meraviglia è un vero peccato. Corto Caprese, lo skipper, decide di effettuare una riparazione di fortuna. Ammainiamo la randa, mentre Corto va sotto coperta a prendere il necessario. Continuiamo a motore, aiutati dal genoa, con Corto Caprese che si sistema sulla tuga e comincia a lavorare; dopo circa due ore la riparazione è fatta e la randa è di nuovo su. Perfetta, quasi come se non fosse successo nulla.
Una volta sbarcato e tornato a casa racconto ad Antonio, il mio amico velaio, cosa è accaduto a bordo e gli chiedo di insegnarmi come si fa.
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