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Venezia Challenge, l'ira di Orsoni

Il primo cittadino di Venezia si scaglia contro il consorzio diretto da Carlo Magna, per aver impropriamente usato il nome del capoluogo veneto pur non avendone alcun legame

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Venezia – Non si placa la bufera su Venezia Challenge, il consorzio italiano estromesso dalla Coppa America pochi giorni fa, per il mancato rispetto di alcuni accordi economici con l'America's Cup Race Management. A scagliarsi contro la sfida diretta dall'imprenditore Carlo Magna è stato infatti il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, che già all'indomani dell'annuncio di Venezia Challenge di partecipare alla prossima Coppa, aveva lamentato l'improprio riferimento al capoluogo veneto nel nome del sindacato. “L'amministrazione comunale di Venezia – ha comunicato il ssindaco Orsoni – non è sopresa nell'apprendere che Venezia Challenge è stata esclusa dalla lista dei partecipanti alla 34esima America's Cup. Come si ricorda, Venezia Challenge, consorzio costituito dall'imprenditore Carlo Magna e dall'avvocato Emanuela Pulcino, non ha alcun rapporto diretto o indiretto con Venezia, nonostante ne utilizzi il nome a scopo puramente commerciale. Dopo diverse vicissitudini, Venezia Challenge ha inoltre deciso di concorrere alla Coppa America con il guidone del siciliano Club Canottieri Roggero di Lauria e quindi, anche dal punto di vista sportivo, non ha alcun legame con Venezia”.
Dopo aver in più di un'occasione invitato la cordata milanese a non utilizzare il nome di Venezia per questa sfida, Giorgio Orsoni ha annunciato che, a nome del Comune, intenderà tutelarsi in ogni sede per evitare che questa vicenda porti ulteriore danno all'immagine della città. “Tutti i dubbi – continua ancora Orsoni – sull'operazione Venezia Challenge hanno purtroppo trovato conferma. Oggi la nostra preoccupazione è che Venezia, che ribadisco non avere alcun rapporto con questa operazione di stampo puramente commerciale e avviata senza una solida base economica, non subisca un ulteriore danno alla sua immagine. Sono dispiaciuto che si continui a usare il nome di Venezia per sfruttare l'immagine che essa ha nel mondo, al fine di trarre profitto anche con iniziative che non sono alla sua altezza e sempre senza riconoscere nulla alla città”.