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Ancora guai per la Coppa America

A una settimana dalla partenza, una montagna di proteste agita le acque di San Francisco

Torqeedo
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San Franciso, USA - Anche questa Coppa America rischia di finire in tribunale. Il Team New Zealand e il team di Luna Rossa si preparano a presentare una protesta al comitato dei 5 giudici contro alcune delle 37 regole stabilite in seguito all’incidente di Artemis dove ha perso la vita Andrew Simpson.

Grant Dalton, CEO di Team New Zealand, ha dichiarato che a suo parere Ian Murray, il direttore delle regate, è andato oltre i suoi compiti nel stabilire le nuove regole e che alcune di queste rischiano di favorire un team e di sfavorirne un altro. Tutti chiaramente pensano che il team favorito sia Oracle, anche se ancora nessuno lo dice.

Le regole che i neozelandesi e gli italiani hanno definito scandalose, riguardano gli ascensori dei timoni e i 100 chili di peso in più da mettere sulle barche.

Ascoltando Dalton nelle sue ultime esternazioni che si fanno sempre più vicine e aggressive, si capisce come questi pensi che il team Oracle stia cercando di approfittare di questi ultimi cambiamenti per sistemare le cose a proprio favore.

Dalton ha comunque dichiarato che non porterà la cosa nei tribunali, perché stando al regolamento, perderebbe la causa, ma ciò non significa che il neo zelandese rinunci a combattere sino all’ultimo per far valere le sue ragioni.

Russell Coutts, dall’altra parte della barricata, accusa i team di voler fare polemiche inutili solo per poter guadagnare un po’ di tempo per mettere mano ai nuovi timoni.

Comunque sia, orami, la Coppa America sembra essere uscita dall’ambito sportivo per rientrare nella polemica che già l’ha paralizzata per anni.

Un peccato, questa regata era l’ambasciatrice della vela nel mondo, l’evento che seguiva anche chi di vela non molto ne sapeva.


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