SVN logo

Coppa America. Il solito sospetto

13 maggio - 22:05

Torqeedo
ADV
Ci risiamo. Protetto dall'anonimato, uno dei consorzi protagonisti di questa trentaduesima campagna di Coppa America, è tornato alla “carica”, sottoponendo al Comitato di Stazza una nuova richiesta di interpretazione riguardante la chiglia e la possibilità di contenere la normale flessione della lama di deriva a barca sbandata.

E' la quarta volta che ciò accade nel corso degli ultimi diciotto mesi e, anche questa volta, la grande professionalità degli stazzatori ha impedito qualsiasi fuga di notizie relativamente al nome del richiedente, conosciuto solo dal responsabile dell'ufficio, Ken McAlpine.

Secondo molti è scontato che a tirare per primo il sasso nello stagno sia stato Alinghi – vedi il punto del nostro inviato a Valencia del 4 aprile e news di Coppa America del 7 maggio – i cui rigonfiamenti sulla lama di deriva hanno lasciato piuttosto perplessi. Ad allontanare i sospetti non hanno certo deposto le parole di Hamish Ross, consigliere generale degli elvetici, che ha ricordato come nel corso dell'ultima Coppa America, il defender, Team New Zealand, avesse posto un'infinita serie di domande per capire fin dove potersi spingere con l'innovazione.

Sulle ultime richieste, invece, molto interessante è il punto di vista di John Cutler, direttore tecnico e tattico di Desafio Espanol: “Credo che questa serie di domande sia stata posta da BMW Oracle, preoccupato di quanto sta facendo il team svizzero.

Gli americani, come del resto il team progettuale di Luna Rossa, sono molto concentrati sulla cosa”. Se ciò fosse confermato, non sarebbe da escludere un'attento studio della situazione da parte degli sfidanti, che giungerebbero alla sfida finale pronti a tutti, anche a un'interessante e incerta battaglia legale.

© Riproduzione riservata