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lunedì 25 maggio 2026
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Kanguro, il salvagente per madri e neonati vince il Compasso d’Oro

Kanguro, il giubbotto di salvataggio per madri con neonati, vince il Compasso d’Oro ADI 2026 e porta il tema della sicurezza in mare al centro del design. URL:

Il giubotto Kanguro di Velerisa San Giorgio ha vinto il compasso d'oro 2026
Il giubotto Kanguro di Velerisa San Giorgio ha vinto il compasso d'oro 2026
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Kanguro, il giubbotto di salvataggio progettato per madri con neonati, ha vinto il Compasso d’Oro ADI 2026. È una notizia che riguarda il design, ma anche il mare, la sicurezza e una delle condizioni più fragili che si possano immaginare: quella di una madre costretta ad affrontare un’emergenza in acqua con un bambino piccolo tra le braccia.

Il progetto è stato sviluppato da Veleria San Giorgio insieme all’associazione no-profit Ánako APS, nell’ambito di “+ Vicino da lontano”, un percorso nato per rispondere a un problema molto concreto: l’assenza di dispositivi realmente adatti a proteggere, insieme, una donna e un neonato durante una situazione di galleggiamento forzato. Non si tratta quindi di un normale salvagente adattato a un uso particolare, ma di un oggetto pensato intorno a una necessità precisa, spesso rimasta fuori dal campo della progettazione nautica.

Un salvagente pensato per proteggere madre e neonato

Kanguro consente alla madre di mantenere il neonato in una posizione alta, stabile e protetta durante il galleggiamento. È questo il punto che rende il progetto diverso da molti dispositivi tradizionali. In mare, anche pochi centimetri possono cambiare la sicurezza di una persona vulnerabile. Per un neonato, la posizione del corpo, la stabilità e la protezione delle vie respiratorie diventano aspetti decisivi. Il giubbotto nasce proprio per affrontare questa zona critica, dove tecnica e responsabilità sociale si incontrano.

Il riconoscimento del Compasso d’Oro ADI sposta l’attenzione su un tema più ampio: il design non è soltanto forma, estetica o innovazione industriale. Può diventare uno strumento per leggere bisogni ignorati e trasformarli in soluzioni utilizzabili. Nel caso di Kanguro, il mare non è quello della crociera, della regata o del diporto, ma quello dell’emergenza e della vulnerabilità. È un mare che molti preferiscono non guardare, ma che esiste.

La sicurezza in mare come progetto sociale

Per Veleria San Giorgio, azienda con una lunga storia nella produzione di dispositivi di sicurezza e salvataggio, il premio rappresenta anche il riconoscimento di una competenza tecnica messa al servizio di un progetto umanitario. Il passaggio più importante è proprio questo: l’esperienza maturata nel mondo della sicurezza in mare non resta confinata alla nautica da diporto o professionale, ma viene applicata a un contesto nel quale il margine di errore è minimo e la protezione della vita diventa l’unico obiettivo.

Kanguro è stato esposto all’ADI Design Museum di Milano nella mostra dedicata alla XXIX edizione del Compasso d’Oro. Il premio, istituito nel 1954 e considerato uno dei riconoscimenti più importanti del design, ha scelto di valorizzare anche un progetto che non nasce per migliorare il comfort o l’immagine di un prodotto, ma per dare una risposta a una condizione estrema.

Una lezione per il mondo della nautica

Per chi vive il mare, questa notizia ha un significato particolare. Ricorda che la sicurezza non è mai un tema astratto. È fatta di oggetti, procedure, scelte progettuali e attenzione ai dettagli. Un giubbotto di salvataggio può sembrare un accessorio semplice, quasi scontato, fino al momento in cui diventa l’unica cosa tra una persona e l’acqua.

Il valore di Kanguro sta anche nel modo in cui costringe a cambiare prospettiva. Non parte dalla domanda “come migliorare un prodotto già esistente?”, ma da una domanda più difficile: chi è rimasto fuori dalle soluzioni disponibili? In questa risposta c’è il senso del premio e, forse, anche una lezione per tutto il settore nautico. Innovare non significa sempre aggiungere tecnologia. A volte significa guardare meglio una necessità reale e progettare qualcosa che prima mancava.

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