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Luna Rossa che velocità massima può raggiungere?

Gli AC75, le barche di Coppa America, ci hanno abituato a velocità incredibili. Ma che velocità massima può raggiungere Luna Rossa? E Team New Zealand?

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Auckland (Nuova Zelanda) – Luna Rossa che velocità massima può raggiungere? E Team New Zealand? Le barche di Coppa America ci hanno abituato a velocità incredibili, ma quali sono i loro limiti? Ecco le domande che molti di noi si pongono.

Gli AC 75 sono le barche che stanno rivoluzionando il mondo della vela e della Coppa America. Osservare questi mezzi navigare in acqua inseguiti da gommoni con motori da 400 cavalli che fanno fatica a tenere il loro passo, è qualcosa a cui il pubblico della vela non era certo abituato.

Mai avremmo pensato fino a poco tempo fa di vedere un mezzo a vela sviluppare velocità simili. Velocità che cambiano molto rapidamente. Durante le regate vediamo i tachimetri in sovraimpressione passare rapidamente da 15 a 45 nodi, il che significa andare da poco meno di 30 chilometri orari a oltre 80 chilometri orari nello spazio di qualche secondo (un nodo equivale a 1,852 km/h) e bisogna sempre pensare che stiamo parlando di mezzi nautici dove l’acqua offre una resistenza pari a circa 1000 volte quella dell’aria.

Partiamo da un principio di base di cui tenere conto. I foil permettono a queste barche di minimizzare molto la resistenza idrodinamica e di essere più esposti invece a quella aerodinamica.

Cosa significa questo? Significa che l’acqua ha una viscosità di gran lunga superiore all’aria, e che quindi, tenendo la barca sui foil senza fargli toccare l’acqua, se non con l’appendice immersa, si riesce a navigare molto più veloci. E gli AC 75 sono progettati esattamente con questo scopo.

Di quando aumenta la velocità? Possiamo calcolare che a una data intensità di vento, che per comodità individueremo nei 10 nodi (18,5 km/h), di bolina queste barche possono superare i 30 nodi (55 km/h) tenendo un angolo al vento, apparente, anche di 15-20 gradi.

Fantascienza sino a pochi anni fa per qualsiasi barca a vela. Di bolina navigano quindi già tre volte più veloci della velocità del vento. Di poppa arrivano anche a quattro volte, non è infatti raro, anzi è comune, vedere gli AC 75 superare i 40 nodi al lasco anche con 10 nodi di aria.

Le velocità di punta però non vengono registrate sui lati lunghi, ma sui giri di boa. Quando si passa dalla bolina al lasco, nella fase di poggiata, le barche sprigionano la loro massima accelerazione, ed è in quei pochi secondi, al traverso, che toccano la velocità di punta. Sempre con l’intensità ipotetica di 10 nodi le punte di velocità in poggiata possono sfiorare i 45 nodi.

American Magic durante le semifinali, con 20 nodi di vento, ha superato i 53 nodi e prima dell’inizio delle finali si favoleggiava di 56 nodi (quasi 104 km/h) raggiunti in allenamento da Team New Zeland.

All’aumentare del vento la curva della velocità delle barche di Coppa America cresce più gradualmente, per intenderci con 20 nodi (37 km/h) non si sono mai viste le barche superare i 60 nodi (111 km/h), ma restarne ben al di sotto anche nelle punte di velocità massima.

Perché l’accelerazione non è direttamente proporzionale all’intensità del vento? Succede perché i foil delle barche sono disegnati per potere essere efficienti da un minimo di 6,5 nodi (12 km/h), fino a oltre i 20, un range di vento molto ampio.

Se i team potessero cambiare i foil da un giorno all’altro, vietato per regolamento, avrebbero certamente progettato delle appendici specifiche per vento forte, molto piccole, che probabilmente avrebbero portato le barche vicine al muro dei 60 nodi o più.

Non è un’invenzione giornalistica, è qualcosa di comprensibile se si considera che questi foil per rendere anche con poco vento non possono scendere sotto una misura minima. Non è possibile quindi, almeno fino a quando il regolamento della Coppa obbligherà le barche a non cambiare i foil tra una regata e l’altra, abbattere ulteriormente la resistenza idrodinamica.

Più piccole sono le appendici, più saranno veloci al crescere del vento. I progettisti però sono stati costretti a scegliere un compromesso, che potesse andare bene in tutte le condizioni, altrimenti avremmo visto barche ancora più veloci.

Riassumendo e provando a cercare di fare un bilancio, in condizioni di vento leggero e medio, le barche di bolina triplicano la velocità del vento e di poppa arrivano praticamente a quadruplicarla. Quando il vento sale sopra i 18 nodi (33 km/h) la bolina va più o meno al doppio della velocità del vento, la poppa poco meno del triplo.

Sviluppare velocità così elevate significa avere anche un vento apparente sempre a un angolo molto stretto. A 40 nodi (74 km/h) si ha un vento di avanzamento importante, che fa sì che le barche anche in poppa navighino quasi con le vele regolate per la bolina, appena più profonde e lascate.

E’ il motivo per il quale non è possibile utilizzare nei lati di lasco dei gennaker o i Code Zero, ma solo i fiocchi.

Un nuovo modo di concepire la vela insomma, ma si tratta di qualcosa che sta letteralmente rivoluzionando il modo di andare in barca dei velisti della Coppa America, e forse presto non solo il loro.


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