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Chi sono gli uomini chiave del team italiano di Luna Rossa

Un palermitano, un australiano, un romagnolo e un ligure: ecco le storie degli uomini chiave del team italiano per comprendere il segreto della vittoria di Luna Rossa

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GLI UOMINI DI LUNA ROSSA
FRANCESCO BRUNI
PIETRO SIBELLO
MAX SIRENA
JAMES SPITHILL

GLI UOMINI DI LUNA ROSSA

La velocità di una barca la fanno gli uomini che la progettano, la costruiscono, e quelli che poi la conducono in mare. Per questo motivo la vittoria della Prada Cup da parte di Luna Rossa, che è valsa al team italiano la possibilità di sfidare Team New Zealand dal prossimo 6 marzo nel match finale di Coppa America, è una vittoria prima di tutto degli uomini.

Andiamo a scoprire allora chi sono i personaggi chiave di Luna Rossa che hanno contribuito in maniera decisiva a questo risultato. Il “triumvirato” del Pozzetto composto da Bruni-Sibello-Spithill, nonché l’uomo della “provvidenza”, quel Massimiliano “Max” Sirena che fin dalla prima Luna Rossa è nel team di Patrizio Bertelli.

FRANCESCO BRUNI

Francesco Bruni
Francesco Bruni ©Studio Borlenghi
Francesco Bruni, per gli amici ‘Checco’, nato a Palermo nel 1973, è la superstar dell’equipaggio italiano.

Timoniere di sinistra di Luna Rossa ha stupito soprattutto per le sue capacità di bolinare molto all’orza, una vera e propria arma segreta dell’AC 75 italiano.

Nel suo curriculum ci sono tre olimpiadi (1996-2000-2004), Laser, 49er e Star, nonché un titolo mondiale ed europeo laser, un argento ai mondiali Moth e tante altre vittorie o podi raccolti nelle più svariate classi della vela professionistica, dai monotipi all’altura.

Francesco Bruni è alla sua quarta campagna di Coppa America, due fatte con Luna Rossa e una con Artemis, ma per un destino non certo favorevole è solo la prima volta che gli viene affidato il timone da titolare.

Nelle sue precedenti esperienze in America’s Cup era stato sempre tenuto in panchina e per lui oggi è anche una bella rivincita professionale.

Senza dubbio è il più “caloroso” del pozzetto italiano con la sua incontenibile ironia meridionale, ma ha imparato anche a mantenere una calma molto british: sembrava quasi strano non vederlo esultare dopo ogni vittoria anche se dopo l’ultima regata contro Ineos si è scatenato.

PIETRO SIBELLO

Pietro Sibello
Pietro Sibello ©Studio Borlenghi
Pietro Sibello, nato nel 1979 ad Albenga, è senza dubbio uno dei velisti italiani più forti in circolazione, a bordo di Luna Rossa regola la randa e fa la tattica.

La sua è una delle storie di “rimonte personali” più toccanti della vela italiana. Pietro si è visto strappare da un’ingiustizia la medaglia olimpica di Pechino 2008 in 49er, quando in coppia col fratello Gianfranco aveva dominato il quadriennio olimpico, fino a quella maledetta ultima regata a QingDao.

La storia è nota ma vale la pena di ripercorrerla per capire chi è oggi Pietro Sibello e perché quella ultima regata ha segnato la sua carriera.

Pietro e Gianfranco si presentano alla regata decisiva di quell’Olimpiade in seconda posizione in classifica, con una mano già sulla medaglia. A QingDao quel giorno il dio del vento aveva deciso di fare a pezzi la flotta dei 49er, subito dopo la partenza ci sono più barche scuffiate che naviganti, praticamente una tempesta con raffiche a oltre 35 nodi.

I danesi primi in classifica disalberano nel pre partenza, i fratelli Sibello a quel punto sono virtualmente in testa e devono solo pensare ad arrivare al traguardo, girano la boa di bolina tra i primissimi in un mare bianco di raffiche.

All’inizio della seconda bolina i Sibello sono soli in testa, con l’oro virtualmente al collo, nessuna barca intorno a loro, in un cimitero di scafi scuffiati o disalberati. Sul campo di regata a quel punto spunta un 49er con bandiera croata, sono i danesi che hanno rimediato un’altra barca prestata dai croati e sono rientrati in regata dopo il disalberamento della loro nella prepartenza.

Nel frattempo in poppa i Sibello scuffiano rovinosamente su un’onda enorme. Riescono comunque a tagliare l’arrivo e sono medaglia di bronzo, partono gli abbracci ma durano pochissimi minuti perché arriva la doccia fredda.

I danesi finiscono la regata, nonostante la regola non consentisse il cambio di barca, vengono riammessi in classifica e buttano fuori dal podio i Sibello. Pietro e Gianfranco vorrebbero rifarsi alle Olimpiadi di Londra nel 2012, ma a Pietro viene diagnosticato un problema di salute, la FIV e il CONI sono costretti a ritirargli l’idoneità sportiva.

La storia agonistica di Sibello, dopo una breve interruzione, riprende con l’arrivo di Luna Rossa. Max Sirena, conosce bene Pietro e lo vuole con se a tutti i costi.

Sirena lo rintraccia, lo prende sotto la sua ala, fa tutto quello che serve per rendere possibile una nuova idoneità sportiva. Sibello nel team ritrova la sua aggressività e il suo spirito agonistico, diventando in poco tempo uno dei cardini dell’equipaggio azzurro. Max Sirena ha vinto un’altra scommessa.

MAX SIRENA

Max Sirena
Max Sirena ©Studio Borlenghi
Massimiliano Sirena, nato a Rimini nel 1971, entra a far parte di Luna Rossa nel 1998, nella campagna della prima sfida Prada, come uomo dai lavori sporchi, quello a cui venivano affidati i compiti che gli altri non volevano fare.

Oggi Max Sirena è Team Director di Luna Rossa a capo di un gruppo di oltre 120 persone, è la figura di riferimento per Patrizio Bertelli, il patron di Luna Rossa.

Sirena è la dimostrazione che non serve il sangue blu che scorre nelle vene per arrivare a certi livelli, ma basta la dedizione totale al progetto, l’intelligenza e la modestia.

Lui la Coppa l’ha già vinta due volte, con Oracle nel 2010 e con Team New Zealand nel 2017.

Se oggi Luna Rossa si sta preparando a sfidare i kiwi grandi meriti vanno dati a Max Sirena che ha scelto uno ad uno ogni membro del team.

Merito suo anche il fatto di avere tenuto duro sulla soluzione del doppio timoniere quando tutti sembravano criticarla all’inizio dei Round Robin, e oggi la notizia è che anche i kiwi stanno cercando di sviluppare questa soluzione in vista dell’AC match che inizierà il prossimo 6 marzo.

Ne ha fatta di strada Max Sirena dai tempi in cui nella ‘prima rossa’ montava e smontava le chiglie delle barche, onore a lui.

JAMES SPITHILL

James Spithill
James Spithill ©Studio Borlenghi
James Spithill, nato nel 1979 a Sydney, il “canguro” di Luna Rossa è uno dei migliori match racer al mondo, nonché un vero e proprio killer delle partenze.

Nessuno vorrebbe mai trovarselo intorno quando mancano pochi minuti all’inizio di una regata. Su Luna Rossa ha il timone di destra, così da potere essere operativo in quei 30 secondi decisivi che precedono lo start delle regate di Coppa.

Ha vinto l’America’s Cup nel 2010 e nel 2013 al timone di Oracle, protagonista della rimonta incredibile contro Team New Zealand.

Spithill con Luna Rossa ha già fatto la campagna del 2007, finita con la sconfitta per 5-0 in finale di Louis Vuitton proprio contro i kiwi che sono i suoi nemici giurati, dato che lo hanno battuto anche nel 2017 a Bermuda.

Come sia riuscito Max Sirena a inserire questo ragazzo introverso, a volte scontroso, in un equipaggio dove tra siciliani, napoletani, triestini e toscani l’anima latina la fa da padrone, è quasi un mistero.

Eppure James sorride, dopo l’ultima regata di Prada Cup in molti si sono stupiti nel vederlo festeggiare quasi come un italiano. Quasi. E quel quasi è importante, perché in un equipaggio “caldissimo” come quello italiano, un po’ di sangue anglofono fa decisamente bene.


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