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I libici sequestrano un peschereccio Italiano, la Marina Militare se lo riprende

I militari della Marina hanno abbordato un peschereccio e ne hanno preso il controllo

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Mar Mediterraneo – Questa mattina (17 aprile) intorno alle 3,30 a circa 30 miglia dalle coste libiche, un rimorchiatore, presumibilmente appartenente alle forze di sicurezza libiche, affianca un peschereccio italiano, l’Airone, della flotta di Mazara del Vallo.

Uno o due uomini armati (la dinamica del tentato sequestro ancora non è del tutto chiara), salgono a bordo e tentano di sequestrare il mezzo, ma il comandante del peschereccio, Alberto Figuccia e i suoi sette uomini, 4 tunisini e 3 siciliani, riescono ad avere ragione sugli uomini armati e a chiuderli nella stiva. Figuccia, da tutto gas e fugge inseguito dall’unità libica.

L’equipaggio di un altro peschereccio siciliano che naviga nella zona, nota qualcosa di strano, si insospettisce e lancia l’allarme. Intervengono due navi della marina militare che fanno parte dell’operazione “Mare Sicuro”. Un’unità di nostri militari abborda il peschereccio e ne prende il controllo.

In questo modo si sventa un tentativo di sequestro proprio davanti alle nostre coste.

Il quotidiano Fatto Quotidiano sul sito riporta la testimonianza del comandante di uno dei pescherecci che erano nella zona al momento del sequestro.

“Il mio peschereccio si trovava in quella zona di mare assieme ad altre barche, una decina circa. A un certo punto è apparso un rimorchiatore, s’è affiancato al peschereccio e alcuni libici sono saliti a bordo, erano armati. A quel punto è scoppiato il caos”, ha raccontato l’armatore Vito Mazzarino, in contatto col capitano Alberto Figuccia (Scrive il Fatto Quotidiano.it). L’imprenditore racconta di aver parlato col capitano dell’Airone solo per pochi minuti.

“Mi ha riferito quanto accaduto, era sconvolto. So che l’equipaggio sta bene, poi si è interrotto il contatto”. “Non sappiamo ancora se quei libici fossero militari o gruppi organizzati armati – dice l’armatore – il fatto che si trovassero su un rimorchiatore non ha insospettito l’equipaggio e invece poi è scattato il sequestro.”

Il tratto di mare che va da Lampedusa alle coste libiche sta diventando rapidamente uno dei tratti di mare più pericolosi in assoluto. Non è facile capire se azioni di questo tipo sono portate avanti da autorità riconosciute libiche o da miliziani o, ancora, da semplici pirati.Crediamo che per la prossima stagione estiva, i velisti debbano accuratamente evitare di navigare a sud di Lampedusa.