lunedì 6 luglio 2026
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Ferrari Hypersail, energia a bordo senza combustibili fossili

Ferrari Hypersail svela il concept energetico: solare, eolico e recupero cinetico per alimentare una barca oceanica foiling senza motore a combustione.

Ferrari Hypersail svela il concept energetico
Ferrari Hypersail svela il concept energetico
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Ferrari Hypersail ha svelato il proprio concept di gestione dell’energia a bordo. È un passaggio importante per il progetto con cui la casa di Maranello entra nella vela oceanica: non solo una barca volante di 100 piedi, ma un laboratorio pensato per navigare senza motore a combustione, alimentando sistemi, controlli, elettronica e attuatori attraverso fonti rinnovabili e recupero energetico.

La notizia, diffusa da Sail-World, sposta l’attenzione dal profilo spettacolare del monoscafo foiling alla parte meno visibile e più delicata del progetto. Una barca come Hypersail non deve soltanto correre. Deve generare, distribuire e conservare energia in un ambiente instabile, salino, umido, esposto a urti, vibrazioni e carichi continui. In mare aperto, ogni decisione energetica diventa una questione di affidabilità.

Hypersail, il laboratorio Ferrari per la vela oceanica

Hypersail nasce come monoscafo oceanico di circa 30 metri, progettato per navigare sollevato sull’acqua grazie ai foil. Il progetto è sviluppato da Ferrari con il contributo del progettista Guillaume Verdier e con un gruppo tecnico che mette insieme competenze nautiche, aerodinamiche, elettroniche e automotive. Il principio è quello della contaminazione tra mondi diversi: dalla vela arrivano la conoscenza dell’oceano, dei carichi e della conduzione; dall’automobile sportiva arrivano metodi di simulazione, gestione dei flussi energetici, controllo elettronico e sviluppo dei sistemi.

Sistema di verricello a cavo di Ferrari Hypersail
Sistema di verricello a cavo di Ferrari Hypersail

La sfida energetica è centrale perché Hypersail dovrà alimentare senza combustibili fossili i sistemi di bordo, la strumentazione, i computer, i controlli e le componenti che regolano foil, timone, chiglia basculante e vele. Ferrari ha già spiegato che il progetto utilizzerà energia solare, eolica e cinetica. Non si tratta quindi di aggiungere qualche pannello a una barca tradizionale, ma di progettare l’intera architettura intorno a un bilancio energetico continuo, nel quale produzione, accumulo e consumo devono restare in equilibrio.

Il trasferimento di tecnologia dall’automotive alla vela

Il legame con l’automotive è evidente. In un precedente approfondimento tecnico, Ferrari aveva indicato il trasferimento di soluzioni sviluppate per le proprie vetture elettrificate, compresi moduli per la distribuzione dell’energia e sistemi pensati per ridurre dispersioni e ottimizzare i flussi. A bordo di una barca oceanica, però, lo stesso concetto assume un valore diverso. Non c’è il box, non c’è una rete esterna a cui collegarsi, non c’è margine per un sistema che funziona solo in condizioni ideali. Tutto deve reggere per giorni, con carichi variabili e con la barca che alterna accelerazioni, spruzzi, angoli di sbandamento e fasi di volo.

Per la vela, il punto interessante non è soltanto Ferrari. È il metodo. L’energia a bordo è uno dei temi che stanno cambiando la progettazione delle barche da regata e, a ricaduta, anche quella della nautica di serie. Gli strumenti consumano di più, i sistemi idraulici ed elettronici sono più complessi, la navigazione richiede dati continui e l’autonomia non può dipendere solo da soluzioni aggiunte in un secondo momento. Hypersail porta questo tema al centro della barca, rendendolo parte della prestazione.

 Architettura del sistema elettrico per la movimentazione dei foil di Ferrari Hypersail
Architettura del sistema elettrico per la movimentazione dei foil di Ferrari Hypersail

La prova del mare resta il passaggio decisivo

Il progetto resta ancora nella fase che precede la prova più importante: il mare. Secondo gli aggiornamenti pubblicati nel 2026, lo scafo è uscito dallo stampo a Pisa e la barca dovrà proseguire con l’installazione dei sistemi meccanici, idraulici ed elettrici prima del varo e dei test. Solo le prove in acqua diranno quanto il concept sarà solido nella pratica e quanto le soluzioni annunciate riusciranno a sostenere una navigazione oceanica reale.

Per ora, Hypersail racconta una direzione precisa. La vela ad alte prestazioni non è più soltanto una questione di superficie velica, foil e materiali compositi. È anche gestione intelligente dell’energia, capacità di recuperarla, usarla nel momento giusto e non sprecarla. In questo senso la barca di Ferrari non va letta come un esercizio di immagine, ma come un banco di prova su un tema che riguarda il futuro della navigazione: andare forte, sì, ma con sistemi capaci di produrre e amministrare da soli l’energia necessaria per restare in mare.

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