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Rimosso De Falco, l’uomo simbolo della notte del Concordia

Il Capitano di fregata Gregorio De Falco, è stato trasferito a compiti amministrativi: una punizione?

NSS
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Livorno – “Vada a bordo, cazzo” questo quanto disse al telefono il Capitano di fregata Gregorio De Falco la notte della tragedia del Concordia al comandante in fuga Francesco Schettino.

In quei momenti tragici, il comandante De Falco interpretò il pensiero dell’Italia intera, tutti noi potemmo evitare di sentirci umiliati dalla figura di Schettino, quel comandante che con leggerezza condusse la sua nave troppo vicino alla costa per far ammirare l’isola ai suoi passeggeri e che poi se ne lavò le mani.

Se c’era chi aveva provocato la morte di tanti innocenti con la sua superficialità, c’era chi stava provando a salvarne altri con fermezza e determinazione, facendoci sentire che lo Stato c’era, era lì e si stava muovendo per chi si trovava a bordo di quella nave.

Oggi quell’uomo, che ha seguito dei corsi di formazione che sono costati soldi dello Stato e che ha servito per dieci anni nel settore operativo accumulando un’esperienza preziosa, è stato trasferito in un ufficio amministrativo.

«Mi sono fatto l'idea che ci possa essere un collegamento col lavoro che ho fatto per il soccorso e forse nelle indagini sul Concordia. Queste conseguenze non sono coerenti con i riconoscimenti formali. Lo Stato su di me ha speso soldi per formarmi come responsabile del soccorso marittimo, responsabilità di cui mi sono fatto carico anche quando non mi competeva, come nella notte del Concordia» questo è quanto ha dichiarato al Sole24 Ore un amareggiato De Falco he non riesce a comprendere il perché di tale trasferimento.

Il parlamentare Pd Federico Gelli che ha annunciato un'interrogazione al ministro Maurizio Lupi per sapere la ragione di questa scelta ha dichiarato:

“Il ministero dei Trasporti chiarisca la vicenda della rimozione del comandante Gregorio De Falco dal settore operativo della Capitaneria di Livorno e il suo trasferimento ad un ufficio amministrativo. Nel pieno del processo sul naufragio della Costa Concordia, è opportuno chiarire se ci siano motivazioni particolari dietro questa scelta.

De Falco ha gestito in prima persona – continua Gelli – nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012 le fasi cruciali dei soccorsi dopo il naufragio della nave all’Isola del Giglio ed ha ricevuto per questo anche l’encomio solenne della Marina Militare. Sui mezzi d’informazione di tutto il mondo è diventato il simbolo dell’Italia che prova a dare un’immagine diversa rispetto ad un disastro del genere.

Questa rimozione, per la quale il comandante si sarebbe detto amareggiato, merita gli opportuni chiarimenti pubblici, anche per fugare eventuali sospetti che la possano collegare allo svolgimento del processo di Grosseto.”

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