
Hewlett Packard Enterprise ha citato in giudizio Angela Bacares, vedova di Mike Lynch e sopravvissuta al naufragio del Bayesian, che ora si trova a dover affrontare, oltre alla causa intentata da The Italian Sea Group per 477 milioni di euro per danni all’immagine del cantiere Perini derivanti dal naufragio del Bayesian, anche l’eredità giudiziaria lasciata dal marito.
Dopo la morte del tycoon britannico nel naufragio avvenuto davanti a Porticello il 19 agosto 2024, la vicenda personale e nautica si intreccia con una delle cause economiche più pesanti degli ultimi anni: quella tra Hewlett Packard Enterprise e l’ex fondatore di Autonomy. Secondo le ultime decisioni dell’Alta Corte di Londra, l’eredità di Lynch è stata chiamata a rispondere per una somma nell’ordine di 920-930 milioni di sterline, tra danni, interessi e costi legali.
La notizia riporta il nome del Bayesian fuori dal solo perimetro dell’inchiesta nautica. Non c’è più soltanto il grande veliero affondato all’alba in Sicilia, con sette vittime e una lunga serie di domande tecniche ancora aperte. C’è anche il destino di chi è rimasto, di chi è sopravvissuto a una tragedia familiare e ora deve fronteggiare un’eredità fatta non solo di beni, ma anche di procedimenti, richieste di risarcimento e decisioni giudiziarie.
Angela Bacares tra dolore personale e procedimenti giudiziari
Mike Lynch è morto insieme alla figlia Hannah e ad altre cinque persone nel naufragio del Bayesian. Angela Bacares è invece tra i superstiti. Da quel momento la sua posizione è diventata centrale su più fronti: da un lato il dolore personale e la perdita della famiglia, dall’altro il ruolo legato alla società armatoriale del veliero e ora anche quello connesso all’eredità del marito. Una condizione che rende questa vicenda particolarmente dura, perché la dimensione umana continua a correre accanto a quella legale.
Il contenzioso tra Hewlett Packard Enterprise e Mike Lynch
Il contenzioso con Hewlett Packard nasce dalla vendita di Autonomy, la società software fondata da Lynch, acquisita da HP nel 2011. Dopo l’operazione, il gruppo americano contestò il valore pagato e sostenne di aver subito un danno economico a causa di una rappresentazione non corretta dei conti della società. Nel 2022 l’Alta Corte inglese aveva già dato sostanzialmente ragione a HP nella causa civile, mentre Lynch era stato assolto nel giugno 2024 negli Stati Uniti in un separato processo penale legato alla stessa operazione.
La morte di Lynch non ha chiuso il fronte civile. HPE ha infatti continuato il procedimento nei confronti dell’eredità, sostenendo di voler portare la causa alla sua conclusione. La richiesta iniziale era stata indicata in cifre molto più alte, fino a 4 miliardi di dollari, ma la decisione successiva ha ridotto l’importo riconosciuto, pur lasciandolo su una scala enorme.
Il Bayesian e le domande ancora aperte sul naufragio
Per il mondo della nautica, questa storia resta difficile da leggere solo come una vicenda finanziaria. Il Bayesian non era una barca qualsiasi: era un grande yacht a vela di 56 metri, costruito da Perini Navi, diventato dopo il naufragio un simbolo di vulnerabilità anche per imbarcazioni considerate sicure, sofisticate e seguite da equipaggi professionali. La sua perdita ha aperto interrogativi sulla dinamica dell’affondamento, sulle condizioni meteo, sulla gestione dell’emergenza e sulle responsabilità da accertare.
Il risultato è un intreccio raro: una tragedia del mare, un’inchiesta tecnica e giudiziaria, una successione miliardaria e una causa internazionale nata anni prima in tutt’altro settore. In mezzo, una donna sopravvissuta a un naufragio nel quale ha perso il marito e la figlia, e che ora si trova esposta a un insieme di pressioni legali ed economiche difficili da separare dal lutto.
Una vicenda tra mare, finanza e diritto
Il caso Bayesian continua così a vivere su due piani. Il primo è quello della sicurezza in mare, che interessa direttamente armatori, equipaggi, cantieri e assicurazioni. Il secondo è quello patrimoniale e giudiziario, dove la morte di un imprenditore non ferma automaticamente le cause pendenti e può trasferire agli eredi un carico pesante.
Per chi guarda questa vicenda dal mare, resta una sensazione precisa: il naufragio del Bayesian non si è esaurito con il recupero delle vittime né con le prime ipotesi sulla dinamica dell’incidente. La sua onda lunga continua nei tribunali, nei rapporti tra società, assicurazioni e famiglie, e in una serie di conseguenze che mostrano quanto, dietro un grande yacht, esista spesso una struttura complessa fatta di armatori, società, patrimoni, contratti e responsabilità.
La verità tecnica sull’affondamento dovrà essere ricostruita con prudenza, senza scorciatoie e senza trasformare il dolore in spettacolo. Ma la vicenda giudiziaria che ora coinvolge l’eredità Lynch conferma che il Bayesian è diventato molto più di un naufragio: è un caso in cui mare, tecnologia, finanza e diritto si sono sovrapposti, lasciando dietro di sé una storia ancora aperta.
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