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In Sri Lanka buttano i bus in mare, ma è per il bene dei pesci

Curiosa iniziativa per favorire il ripopolamento ittico tramite la creazione di relitti sommersi

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Sri Lanka - In Sri Lanka il Governo ha trovato un modo originale per “sbarazzarsi” degli autobus in disuso, ovvero adagiandoli sul fondo del mare. Non si tratta di una piratesca azione d’inquinamento, tutt’altro. Il progetto, del tutto originale, riguarda il ripopolamento di alcune zone marine per favorire la riproduzione e il riavvicinamento di alcune specie ittiche: gli autobus infatti, così come avviene per esempio per i relitti, favoriranno la formazione di piccoli ecosistemi dove potrebbe svilupparsi nel giro di qualche tempo una certa biodiversità. I bus saranno adeguatamente trattati, svuotati di qualsiasi traccia di combustibile od olio, sverniciati completamente, al fine di evitare ogni forma di inquinamento. Una volta che saranno adagiati sul fondo, nel giro di qualche settimana i pesci cominceranno a popolarli. Nel tempo questi luoghi sommersi potrebbero diventare anche meta per gli appassionati di immersioni, favorendo questo particolare tipo di turismo.

A non prenderla bene sono stati i pescatori locali, che si sono lamentati di questa scelta che limiterebbe le loro possibilità di pesca. I relitti degli autobus infatti impediranno loro, in alcune zone di calare le reti, che rischierebbero di finire impigliate sugli autobus con conseguenti rischi per l’equilibrio di questi nascenti ecosistemi. Indipendentemente dai malumori dei pescatori l’iniziativa ha però un senso, anche in Italia esistono esempi di relitti sommersi che nel tempo sono diventati ricchi ecosistemi nonché meta di immersione per gli appassionati.


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