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L'equipaggio della petroliera MT Iba Tanker, dopo 4 anni, ancora bloccato a bordo

L'equipaggio della petroliera MT Iba Tanker dal 2017 è bloccato a bordo della nave. Cinque gli uomini che sono ostaggio di leggi internazionali e della società armatrice

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Umm Al Quwain (Emirati Arabi Uniti) – Quando quasi quattro anni fa la Allco Shipping decise di smettere di pagare gli stipendi dell’equipaggio della MT Iba Tanker, una petroliera da 5000 tonnellate che all’epoca era ancorata al largo di Umm Al Quwain, uno dei sette Emirati degli Emirati Arabi Uniti, e di non provvedere più agli approvvigionamenti, i cinque uomini dell’equipaggio in quel momento a bordo si trovarono prigionieri della nave.

Prigionieri per molte ragioni, prima di tutto perché i passaporti degli uomini, non è ben chiaro il motivo, non erano sulla nave ma negli uffici della Allco Shipping, poi perché non erano provvisti del visto d’ingresso per gli Emirati Arabi Uniti e inoltre, per il codice internazionale della navigazione, gli uomini erano responsabili della nave e non potevano scendere a terra abbandonando una petroliera da 5000 tonnellate in mezzo al mare, pena l’arresto.

La situazione è poi peggiorata ulteriormente quando a gennaio scorso una tempesta ha spezzato le catene delle ancore e la nave si è spiaggiata a poche decine di metri dalla costa.

Non potendo scendere a terra i cinque uomini non hanno la possibilità di comprare rifornimenti e comunque non avrebbero i soldi per farlo. Alle loro esigenze pensa una onlus che porta costantemente da mangiare e quanto gli è necessario per vivere a bordo della nave.

Sono più di quattro anni che gli uomini non ricevono uno stipendio da mandare alle loro famiglie e quattro anni che non scendono dalla nave.

“Le giornate passano tutte uguali, l’una all’altra, in una disperazione che non ha più limiti – scrive uno dei cinque uomini. – A nessuno importa nulla di noi. Io vorrei rivedere la mia famiglia, ma non posso muovermi da qui. La terra è vicinissima, mi basterebbe buttarmi in mare e nuotare per dieci minuti, ma se lo facciamo, a terra le autorità, ce lo hanno detto, ci arresterebbero e io non voglio andare nelle prigioni degli Emirati.”

La onlus che li sta aiutando sta anche trattando con la Allco Shipping per risolvere il problema. La società armatrice ha offerto di pagare ai cinque uomini 150.000 dollari dei 230.000 che gli deve e di inviare delle squadre per rimettere in marcia la nave e quindi liberare l’equipaggio.

Gli uomini non si fidano, hanno paura che alla fine non vedranno i soldi e che saranno abbandonati negli Emirati da dove senza soldi non sapranno come uscire.

La situazione di questi uomini non è unica nel suo genere, sono molte le società armatrici che in momenti in cui il mercato non è florido e non trovano noleggi abbandonano le loro navi ai loro equipaggi in zone del mondo non amichevoli con il risultato che gli uomini si trovano prigionieri per lunghi periodi a bordo delle navi.


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