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La regione Campania per garantire i suoi privilegi si schiera contro le imprese

La maggioranza dei Marina italiani dovrà alzare molte tariffe del 12%.

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Roma – La Regione Campania fa ricorso in Corte Costituzionale, vince il ricorso, la legge dei Marina Resort viene annullata, i prezzi dei Marina vengono maggiorati del 12%.

L’11 febbraio scorso la Corte Costituzionale ha stabilito che la legge del novembre scorso che stabiliva l’equiparazione dei Marina Turistici con determinate caratteristiche alle strutture alberghiere e quindi, permetteva loro di applicare l’IVA al 10% è incostituzionale perché la stessa non è stata mediata con le Regioni in Conferenza delle Regioni.

A ricorrere alla Corte Costituzionale è stata la Regione Campania che si è sentita lesa nei suoi interessi. La conseguenza è che da domani tutti i Marina Campani che avevano ricevuto lo status di Marina Resort, come il nuovissimo e ancora incompiuto Marina d’Arechi a Salerno, dovranno alzare alcuni prezzi del 12% per equiparare l’IVA al 22% come era prima della legge di novembre 2015 che gli permetteva di abbassarla al 10%, o farsi loro carico della differenza.

Purtroppo non saranno solo i Marina Campani a risentire dell’operato della loro regione, ma anche tutti i Marina Italiani che non si trovano in quelle regioni più efficienti che avevano fatto una legge regionale ad hoc, quali la Liguria, l’Emilia Romagna e il Friuli.

Se non si troverà un escamotage per neutralizzare quanto provocato dalla Regione Campania, la prossima stagione, nei porti turistici, i diportisti troveranno tariffe più alte del 12%.

Come dimostrato dalla sentenza della Corte Costituzionale che ha accolto le richieste di annullamento della legge incriminata, le rivendicazioni della Regione Campania non erano infondate, ma ci si chiede se è giusto che una regione che non ha fatto quanto era in suo potere per favorire i suoi cittadini legiferando in materia come fatto dalle tre regioni prima citate, agisca per far sì che questi perdano quei diritti che hanno ottenuto attraverso l’opera di altri, il tutto per salvaguardare le proprie prerogative.

Il mondo dei Marina Privati e di tutta la nautica sta cercando di reagire e ha già iniziato a fare pressione sulle forze politiche e sul governo per cercare di trovare la soluzione all’ennesimo problema che la politica crea al settore.

Carla Demaria, presidente dell’ UCINA, ha chiesto un incontro urgente ai Ministri dell’Economia, Pier Carlo Padoan, e dei Trasporti, Graziano Delrio.


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