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Mini Transat: la prima tappa rischia l’annullamento?

Ci sarebbero diverse proteste consegnate alla Giuria della Mini Transat da parte degli skipper coinvolti nello stop in Portogallo. La prima tappa rischia l’annullamento?

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Sarà Benjamin Costa il concorrente a chiudere la prima tappa di questa Mini Transat 2021, dopo che al traguardo sono arrivati tutti gli italiani, con Francesco Renella che ha chiuso la fila dei nostri terminando in 61ma posizione.

Adesso si attende di capire cosa succederà con il risultato della prima tappa. Voci che arrivano da Santa Cruz sembrano confermare che diversi skipper avrebbero presentato delle proteste ufficiali nei confronti della Direzione di Regata.

Il motivo è legato ai fatti accaduti in Portogallo, quando la Direzione della Corsa consigliò alla flotta di riparare in porto per l’arrivo di una forte depressione, raccomandazione non ascoltata da Melwin Fink che, approfittando della mancata sospensione della regata, è andato a vincere la tappa. Gli skipper che protestano chiederebbero quindi che venga riconosciuto il loro stop con un abbuono di tempo o venga annullata la leg 1.

Cosa potrebbe succedere quindi a questa prima tappa?

Le vie da percorrere potrebbero essere tre: la prima è quella più ovvia e facile, ovvero che la Giuria della Mini Transat ritenga valida la prima tappa e respinga le proteste considerando come regolare lo svolgimento della regata.

Le altre due sono meno scontate: si potrebbe ipotizzare una “riparazione” in termini di ore agli skipper che si sono fermati, ma si dovrebbe tenere conto anche che al momento della ripartenza lo scenario meteo era cambiato e gli skipper si sono trovati in una zona di completa bonaccia. Quindi un’eventuale riparazione in ore dovrebbe essere più ampia rispetto al tempo che le barche hanno passato in porto.

L’ultimo scenario è quello dell’annullamento della tappa, nel caso in cui la Giuria ritenga che la conduzione della Direzione e l’indecisione sulla gestione della famosa perturbazione abbiano alterato il valore sportivo della prova.

Una decisione che una parte della comunità velica si aspetta, ma piacerebbe meno ad alcuni velisti oceanici della vecchia guardia che invece hanno ammirato la testardaggine di Melwin Fink e il coraggio per avere deciso di affrontare il fronte.

La sensazione è che difficilmente arriverà una decisione simile, ma per saperlo c’è da attendere l’arrivo dell’ultimo concorrente, a quel punto se ne saprà di più circa l’esito delle proteste.

La seconda tappa della transoceanica, che partirà il 29 ottobre, promette di essere decisamente elettrica.

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