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mercoledì 25 novembre 2020

Olimpiadi 2016, per l’inquinamento delle acque interviene l’OMS

L'Organizzazione mondiale della sanità ha stabilito dei protocolli per salvaguardare la salute degli atleti di Rio 2016 in acqua

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Rio 2016 - In seguito alle forti polemiche sull’opportunità o meno di far svolgere sport acquatici durante le olimpiadi di Rio che si terranno nell’agosto del 2016 per lo stato di alto inquinamento delle acque della baia prospicente la città, e dopo che diversi atleti si sono sentiti male durante gli allenamenti e sono stati ricoverati in ospedale, è intervenuta l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

L’organizzazione ha preparato delle linee guida tecniche per le autorità brasiliane e il Comitato olimpico internazionale (Cio) su come proteggere la salute degli atleti che faranno gare nelle acque di mari e fiumi nuotando o navigando.

Per evitare le contaminazioni più pericolose, quelle fecali, l’OMS prescrive di controllare assiduamente le acque e di svolgere quotidiani test su di queste. Ai test si dovranno aggiungere le ispezioni del territorio per verificare che non ci siano fonti d’inquinamento attive.

Il problema non è da sottovalutare perché gli effetti da contaminazione con batteri o virus fecali può andare dal semplice mal di pancia sino alla morte del soggetto contaminato.