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domenica 29 novembre 2020

Il quartiere delle chiglie morte: da capanne a resort alla moda

In Francia la tradizione si è trasformata in business, le case dei pescatori attraggono i turisti

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Calais (Francia) – C’è un posto in Francia che stupisce chiunque vi arrivi, Ekïan-Plaj, un piccolo villaggio a sud di Boulogne sur Mer. Qui c’è un quartiere molto particolare di quelli unici che non se ne trova di uguali nel resto del mondo. Anche il suo nome è unico: "Quartier des quilles en l'air" che, con una traduzione adattata, potrebbe essere “Il quartiere delle chiglie reverse” il cui nome ben descrive le sue case.

Quando si arriva a "Quartier des quilles en l'air" lo spettacolo che ci si trova davanti è formato da decine di barche da pesca girate con lo scafo al cielo sotto cui sono costruite delle case. Case deliziose, ben rifinite, con il giardino e le finestre dipinte di bianco. Case che per tetto hanno vecchie barche da pesca.

La tradizione delle chiglie reverse nasce nell’800, quando pescatori poverissimi, non sapendo dove andare a vivere, prendevano i relitti dei pescherecci e li usavano per farne il tetto di case costruite con i legni di risulta dei cantieri navali.

Alcuni le chiamano Le case delle chiglie morte, ma in effetti il nome appropriato sarebbe le case delle chiglie rinate, perché se quei pescatori non avessero usato quelle chiglie come tetti delle loro case, oggi, di queste, non rimarrebbe nulla.

Oggi quelle case che una volta erano capanne, hanno le mura di mattoni e hanno i pavimenti in ceramica e sono affittate ai turisti che vengono qui ad ammirare l’Atlantico d’estate.