mercoledì 30 novembre 2022
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Route du Rhum: Beccaria da sogno, è secondo nei Class40

Impresa storica di Ambrogio Beccaria, il velista italiano che ottiene un podio quasi insperato nella transatlantica Route du Rhum

Ambrogio Beccaria con Allagrande Pirelli in Class 40
Ambrogio Beccaria con Allagrande Pirelli in Class 40
Sono quattro gli italiani in corsa alla Route du Rhum tra Class 40 e Imoca 60, tutti a caccia della top 10

Route du Rhum: il 6 la partenza, Italia a caccia di gloria

2 novembre 2022 - La cittadina di Saint Malo è in festa e il villaggio della regata è stato visitato già da migliaia di persone, tutto è pronto per la partenza della Route du Rhum edizione 2022.

Sono 120 gli skipper che il 6 novembre prenderanno il via per una delle transatlantiche, in solitaria, più importanti che ci siano.

La Route du Rhum è una regata di 3.540 miglia da Saint-Malo alla Guadalupa, e quest’anno sul percorso potrebbe esserci una certa instabilità metereologica.

I 120 skipper sono divisi tra le classi regine delle prove oceaniche, ovvero i trimarani Ultim (lunghi tra i 32 e i 33 metri), gli Imoca 60, i Class 40, i catamarani Multi 50, più due categorie riservate alle barche che non sono una classe ufficiale, denominate Rhum Mono e Rhum Multi.

Per la vela italiana ci sono tanti spunti di interesse in quest’edizione, dato che sono ben 4 i velisti impegnati nella transatlantica. Tre sono tra i Class 40: Andrea Fornaro su Influence, Alberto Bona con IBSA e Ambrogio Beccaria con Allagrande Pirelli. Tra gli Imoca 60 ci sarà invece Giancarlo Pedote con il suo Prysmian.

I Class 40 sono la categoria più numerosa e probabilmente anche la più difficile, con almeno 10 skipper o più che hanno ambizioni da podio.

Tra questi ci sono anche gli italiani?

I tre hanno le carte in regola per giocarsela nella top 10, hanno imbarcazioni di ultimissima generazione e possono competere alla pari dal punto di vista dei mezzi. Il problema del trio italiano è quello di avere progetti relativamente giovani rispetto ai top skipper della classe.

Bona e Beccaria hanno varato le loro barche a pochi mesi di distanza della Route du Rhum, Fornaro poco prima, per tutti e tre c’è questo gap da colmare rispetto a skipper come Ian Lipinski, il super favorito, che ha una barca nuova ma già rodata da quasi due stagioni di regate.

Il podio quindi non è impossibile, anche se realisticamente la regata sarà molto dura e iper competitiva nella parte alta della classifica, per vincere serve la prova perfetta.

Tra gli Imoca 60 Giancarlo Pedote e Prysmian non partono dai favoriti, ma piuttosto per consolidare la propria posizione nella top 10 della flotta, con l’obiettivo di testare in una regata così lunga anche le modifiche fatte alla prua della barca.

Modifiche che sono più in ottica Vendée Globe, ma la transatlantica sarà comunque un test probante.

Il favorito della vigilia è Charles Dalin su Apivia, dominatore delle ultime regate in Imoca, ma c’è da scommettere che in molti proveranno a metterlo in difficoltà. Da seguire con attenzione anche la classe Ultim, che ovviamente va a caccia del record sul percorso.

L’entry list è di assolute super star: i favoriti sono Thomas Coville, François Gabart e Armel Le Cleac’h, tre velisti con curriculum mostruosi, tra record e vittorie nei giri del mondo. A provare a cambiare le carte in tavola ci saranno anche Charles Caudrelier, Romain Pillard, Yves Le Blevec e Arthur Le Vaillant.

Route du Rhum: il maltempo preoccupa skipper e organizzatori

4 novembre 2022 - Una grande ombra incombe sulla partenza della Route du Rhum, la transatlantica da Saint Malo alla Guadalupa che avrà la partenza il 6 novembre per 120 velisti tra cui 4 italiani.

Le previsioni meteo sono quasi le peggiori possibili: un fronte di maltempo, definibile quasi come una vera e propria tempesta, sta per avvicinarsi alla Bretagna.

Una situazione che va valutata con la massima serietà possibile, perché si parla anche di venti da ovest con 50 nodi o più di intensità, che alzeranno un mare imponente con onde stimate anche oltre i 6 metri. Condizioni che la flotta dei 120 dovrà affrontare di bolina, in una situazione che è facile immaginare come estrema.

Nessuno tra gli organizzatori vorrebbe rinviare la partenza, ma c’è da credere che gli skipper faranno qualche richiesta o pressione in tal senso. Il rischio è quello che molti a causa dei danni che potrebbe fare la tempesta vengano messi fuori combattimento nelle prime ore di regata, con tutti i problemi annessi per eventuali soccorsi o richieste d’assistenza.

Condizioni come queste sono in teoria sempre possibili durante una transatlantica, ma quando si presentano già in partenza il rischio è quello che lo spettacolo della regata venga rovinato da una pioggia di ritiri.

Se si partirà è fisiologico che gran parte dei concorrenti seguiranno una strategia conservativa: navigare piano e gestire le condizioni, cercando di passare la prima notte, che si annuncia durissima, senza fare danni e limitando i rischi.

Poca strategia da regatanti e più buon senso da marinai, che non è esattamente la cosa che sperano i top skipper che partono per provare a vincere la regata.

La situazione dovrebbe migliorare gradualmente nella giornata di lunedì, a circa 24 ore dalla partenza teorica della regata.

Nell’ultimo briefing con gli skipper è possibile che gli organizzatori comunichino eventuali decisioni in merito.

Route du Rhum: rinviata la partenza, decisione storica

Route du Rhum: rinviata la partenza, decisione storica
Route du Rhum: rinviata la partenza, decisione storica

6 novembre 2022 - In 44 anni di storia della Route du Rhum, la cui prima edizione si è svolta nel 1978, non era mai capitato che l’organizzazione della regata rimandasse la partenza.

Quello che è accaduto a Saint Malo è per questo un evento storico, che segna uno spartiacque in questa mitica transatlantica di 3500 miglia dalla Bretagna alla Guadalupa.

Il motivo del rinvio della partenza, adesso prevista per il 9 novembre alle 14,15, è l’arrivo di una serie di depressioni sulla Bretagna che avrebbero portato sulla flotta nelle prime 48 ore venti che sotto raffica sarebbero arrivati anche a quasi 60 nodi, con una base di 40 e un’altezza d’onda stimata dai 5 ai 7 metri. Il vento avrebbe soffiato da ovest-sudovest, i 138 skipper in regata avrebbero quindi dovuti affrontare queste condizioni di bolina.

Uno scenario che alla fine ha fatto desistere l’organizzazione dal dare la partenza, anche se la decisione è stata presa non certo a cuor leggero dal Direttore della regata.

Il contorno mediatico di una regata come la Route du Rhum, che ha oltre un migliaio di giornalisti accreditati e ha fatto registrare oltre 2 milioni di visitatori al villaggio della regata, è enorme.

Basti pensare che in arrivo a Saint Malo per il giorno della partenza c’era il Presidente Emmanuel Macron e che lo start verrà trasmesso da 5 TV nazionali francesi. Rinviare lo start a un giorno infrasettimanale fa perdere molto audience all’evento, ma è senza dubbio stata la decisione più logica, pur sofferta, per la sicurezza degli skipper e delle loro barche.

Decisione che è stata accolta con favore anche dai quattro italiani in regata, che erano pronti a partire, ma che hanno giudicato come ragionevole il rinvio.

Ecco cosa dicono gli italiani

Ambrogio Beccaria

“Una decisione storica che non sarebbe stata presa anni fa”, commenta Ambrogio Beccaria. “Lo sport si sta evolvendo e la sicurezza adesso è giustamente al primo posto. Si tratta di 138 barche e non si può rischiare. Sono contento perché per la vela oceanica in particolare per la Route du Rhum è un grande passo avanti! Del resto, se in montagna ci fosse elevato rischio bufera, nessun alpinista partirebbe per una scalata.”

Giancarlo Pedote

“La decisione di posticipare la partenza mi sembra assolutamente saggia - ha dichiarato Giancarlo Pedote - qualcosa che non mi aspettavo vista la complessità logistica di questa manifestazione. Per una volta il buon senso da parte della direzione di regata ha prevalso sulle necessità dei media, i diritti dei collegamenti televisivi, gli sponsor e tutto il resto. Credo che sia una scelta giusta per la sicurezza della flotta: le condizioni previste oggi erano ancor peggiori rispetto allo scenario che avevamo visto ieri, che era già piuttosto dantesco. Credo che rimandare la partenza sia il modo migliore per permettere alla regata di vivere, ai progetti di stare in piedi, e a tutti di non vedere una flotta decimata nei primi tre giorni di regata”.

Alberto Bona

“Penso sia la decisione giusta - ha dichiarato Alberto Bona - avrei trovato poco comprensibile lanciare una partenza in queste condizioni, soprattutto perché sarebbe stata una prova di sopravvivenza e non una regata. Adesso bisogna prendere fiato, perché il meteo ha messo tutto il team di IBSA sotto tensione, ero pronto a una prova molto difficile. Ora cade l’adrenalina, riorganizzarsi non è scontato e non è facile stare qui due giorni ad aspettare. Attendiamo le prossime informazioni ufficiali, e intanto organizziamo la ripartenza”.

Andrea Fornaro

Della stessa opinione Andrea Fornaro: “Decisione giusta, preservano la regata e ci danno la possibilità di potere partire esprimendo il massimo. Adesso è cruciale rimanere concentrati, bisogna restare focalizzati sullo start e fare finta che nulla è cambiato per farsi trovare pronti quando sarà il momento”.

Route du Rhum: partenza con vento forte, l’Italia ci crede

9 novembre 2022 - La Route du Rhum, transatlantica di 3500 miglia da Saint Malo alla Guadalupa prende finalmente il via oggi 9 novembre alle 14,15, dopo il rinvio del 6 novembre.

Route du Rhum, la partenza
Route du Rhum, la partenza

Si tratta dell’appuntamento più atteso della stagione per la vela oceanica e anche per quella italiana, dato che in corsa ci sono ben 4 italiani, cosa che non era mai accaduta nella storia di questa regata.

Tra i Class 40 a difendere i nostri colori ci saranno Alberto Bona, Andrea Fornaro e Ambrogio Beccaria, mentre Giancarlo Pedote è nella categoria Imoca 60.

In corsa ci sono 138 skipper divisi nelle classi Imoca 60, Class 40, Multi 50, Ultim e le due categorie Rhum. La predominanza schiacciante è di velisti di nazionalità francese, anche per questo la presenza di 4 italiani ha un grande valore, perché si confronteranno con gli specialisti transalpini.

La partenza dovrebbe svolgersi in condizioni mediamente ventose, con circa 20 nodi da ovest-sudovest, che andranno velocemente aumentando in serata. In arrivo c’è una depressione che sbarrerà la strada alla flotta già dalla prima notte di corsa, con venti medi probabili oltre i 40 nodi e in andatura di bolina.

Ci sarà quindi da vedere che scelte strategiche prenderanno i quattro italiani, se saranno più prudenti e giocheranno la carta del passaggio a sud della depressione, con meno vento, o se invece si dirigeranno verso il fronte per attraversarlo e trovare un posizionamento più vantaggioso per iniziare la discesa verso sud.

Occhi puntati anche sui giganteschi trimarani Ultim che vanno a caccia del record della traversata e sembrano potere incontrare nella seconda parte di gara condizioni favorevoli per un avvicinamento molto veloce verso la Guadalupa.

Il record da battere è di 7 giorni 14 ore 21 minuti e 47 secondi fatto segnare da Francis Joyon nel 2018 a quasi 24 nodi di velocità media. Sembrano esserci buone possibilità di vedere il record cadere, ma molto dipenderà se gli Ultim riusciranno a passare indenni dalla forte depressione che li attende nella prima fase di corsa.

Route du Rhum: 48 ore movimentate, bene gli italiani

11 novembre 2022 - La Route du Rhum nelle prime 48 ore non ha lesinato le sorprese, dato che è successo un po’ di tutto dalla partenza di Saint Malo, tra ritiri, collisioni e qualche “giallo” sulle partenze anticipate di alcuni concorrenti.

Ad aggiungere “pepe” ci sta pensando il maltempo, con il primo fronte depressionario previsto che sta già facendo selezione nella flotta. Bene gli italiani, con Ambrogio Beccaria e Alberto Bona in grande evidenza tra i Class 40.

Il giallo delle partenze alla Route du Rhum

Alcuni concorrenti sono stati dichiarati dal Comitato di Regata come OCS, ovvero hanno oltrepassato la linea, durante l’ultimo minuto del pre partenza, prima del colpo di cannone. Il regolamento della regata prevede una penalità di 4 ore, da scontare entro le prime 48 ore.

Tra questi ci sono due casi sospetti, uno dei quali riguarda Alberto Bona con IBSA che è stato dichiarato anche lui OCS. Dalle immagini della partenza però si evince chiaramente che Bona era ben dentro la linea di partenza, e sembrerebbe che la Giuria abbia rivisto la sua decisione. Una situazione simile riguarda anche il leader nella classifica dei maxi trimarani ultime Charles Caudrelier, che ha deciso di non fare la penalità chiedendo ufficialmente alla Giuria di rianalizzare il suo caso.

Gli italiani in corsa

A distinguersi tra i 4 italiani in regata sono stati tra i Class 40 Ambrogio Beccaria su Allagrande Pirelli e Alberto Bona su IBSA, entrambi stabilmente in top 10. Beccaria è staccato di un nulla dal leader provvisorio Corentin Daguet, Bona è appena dietro, entrambi sono nel gruppo di testa dei primissimi.

Le posizioni si mischiano a ogni aggiornamento, ma confermano la tendenza di un’ottima regata per entrambi fino ad ora. Beccaria ha superato un momento difficile ieri pomeriggio, quando ha poggiato per qualche ora per un probabile problema tecnico, ma adesso ha ripreso una prua e velocità normali. Sempre tra i 40 Andrea Fornaro è in 29ma posizione, staccato di circa 30 miglia dal leader.

Negli Imoca 60, dove in testa c’è il favorito dai pronostici Charlie Dalin, Giancarlo Pedote su Prysmian è stabile nella top 15, ha un ritardo di 120 miglia dal leader. Ricordiamo che la barca del toscano è un Imoca non di ultima generazione. In termini di classifica Pedote si trova tra barche più nuove della sua o aggiornate con foil più grandi, a conferma che la prova di Prysmian Group è assolutamente solida.

I ritiri alla Route Rhum

Si contano già molti ritiri in varie classi, tra i più “rumorosi” quello di Armel Le Cleac’h sul maxi Ultim Banque Populaire, uno dei favoriti al podio. Il francese si è dovuto ritirare per la rottura di una deriva e sta riparando a Lorient. Pericoloso invece l’incidente di Damien Seguin, che con il suo Imoca 60 ha avuto una collisione contro un cargo e ha disalberato. Lo skipper stando alle prime informazioni sta bene.

Si contano già molti ritiri in varie classi, tra i più “rumorosi” quello di Armel Le Cleac’h sul maxi Ultim Banque Populaire, uno dei favoriti al podio. Il francese si è dovuto ritirare per la rottura di una deriva e sta riparando a Lorient. Pericoloso invece l’incidente di Damien Seguin, che con il suo Imoca 60 ha avuto una collisione contro un cargo e ha disalberato. Lo skipper stando alle prime informazioni sta bene.

Route du Rhum durissima: barche disalberate e due scuffie, gli italiani tengono duro

14 novembre 2022 - Si sta rivelando come un’edizione durissima questa Route du Rhum 2022, a causa di condizioni meteo in Oceano Atlantico non usuali per il periodo. Soprattutto i Class 40, dove corrono tre dei quattro italiani in regata, navigano di bolina fin dalla partenza, ormai da 5 giorni.

L’Aliseo è quasi inesistente e spostato molto a sud, mentre tra il Portogallo e le Azzorre si muovono dei fronti di origine depressionaria che hanno portato sui Class 40 sempre vento dai quadranti meridionali.

Bolina, bolina e ancora bolina, con venti dai 30 ai 40 nodi, e un mare caotico con onde anche oltre i 4 metri. Una situazione che sta mettendo a dura prova tutte le classi e i ritiri aumentano.

Due Class 40 hanno disalberato, quelli di Aureliene Ducroz e Amelie Grassi, e si contano anche due scuffie: il Multi 50 di Camus che era in testa alla sua categoria e il catamarano di Brieuc Maisonneuve nella classe Multi Rhum. Tra gli Imoca 60 invece a perdere l’albero è stato Bureau Vallee di Louis Burton.

Tutti gli skipper stanno bene e non hanno riportato ferite, i due scuffiati sono stati recuperati, nel caso di Maissoneuve il soccorso è arrivato da un altro concorrente, Jean Pierre Dick.

Tra gli Imoca 60 prosegue l’assolo di Charlie Dalin su Apivia che, ormai a sud delle Azzorre, sembra avere la regata sotto controllo con un buon margine sugli inseguitori.

Sfida ancora aperta nella classe Ultim, dove Charles Caudrelier deve difendersi dai continui attacchi di François Gabart, con i trimarani che ormai sono entrati nell’Aliseo per il rush finale verso la Guadalupa distante poco più di 1000 miglia.

LA SITUAZIONE DEGLI ITALIANI

Tra gli Imoca 60 Giancarlo Pedote su Prysmian deve stringere i denti dopo la rottura del fiocco J2 da vento medio. Un problema che potrebbe rallentarlo nel vento dai 20 ai 30 nodi, dove sarebbe costretto a utilizzare una vela più piccola del dovuto. Pedote però combatte per cercare di rimanere nella top 20 nonostante tutto.

Situazione molto fluida nei Class 40, dove Ambrogio Beccaria con Allagrande Pirelli è saldo in quinta posizione staccato di circa 15 miglia dal leader Yoann Richomme. Il velista milanese ha avuto anche lui alcuni inconvenienti tecnici: prima la rottura dell’attacco della mura del J2, riparata, adesso un problema con il sensore del pilota automatico che non gli consente più di interfacciarlo con la stazione del vento. Nonostante tutto Beccaria è in scia ai primissimi e non sembra intenzionato a mollare la presa.

Bene anche Alberto Bona, decimo, ma spesso a ridosso dei primi 5, ha un po’ rallentato nelle ultime 24 ore ma resta comunque vicino ai primissimi e sta facendo un’ottima regata. Più staccato Andrea Fornaro, ventesimo, ma comunque in regata con il gruppo.

Naufragio alla Route du Rhum: esplode e affonda un’Imoca 60

15 novembre 2022 - Naufragio alla Route du Rhum 2022, dove l’Imoca 60 di Fabrice Amedeo, Nexans – Art et Fenêtres, è affondato ieri pomeriggio mentre stava cercando di rientrare verso le coste portoghesi dopo essersi ritirato.

La cronaca del pomeriggio ha avuto dei momenti drammatici, ma per fortuna lo skipper è stato tratto in salvo senza conseguenze.

Fabrice Amedeo recuperato da un cargo
Fabrice Amedeo recuperato da un cargo

Tutto è iniziato qualche giorno fa, quando lo skipper francese ha lamentato un problema importante a bordo: fumo all’interno della barca, proveniente da una zona dove passavano numerosi cavi elettrici.

Amedeo aveva domato questo principio di incendio con l’estintore, decidendo subito di ritirarsi e fare rotta verso il Portogallo per trovare un porto dove esaminare con il suo team di terra il problema.

Mentre si trovava circa a 350 a ovest delle coste portoghesi il dramma: una violenta esplosione, fumo all’interno che ben presto si trasforma in fiamme.

Fabrice Amedeo ha cercato disperatamente di spegnere l’incendio con gli estintori, ma ben presto si è reso conto di quanto la situazione fosse compromessa e fosse a rischio la sua stessa vita.

Ha recuperato il proprio equipaggiamento di sopravvivenza mentre le fiamme iniziavano a divorare l’interno del suo Imoca, ha messo la zattera in acqua e lanciato il Mayday.

Il suo Imoca 60 in pochi minuti è affondato davanti ai suoi occhi. L’organizzazione aveva già allertato alcuni concorrenti pronti a tornare indietro verso la zona del naufragio, ma è stato un cargo a individuare Amedeo e a portarlo in salvo a bordo.

Il navigatore è apparso sotto shock e sconvolto dall’accaduto, ma in buone condizioni di salute e non ha riportato ferite in una circostanza che poteva fare temere conseguenze ben più gravi.

Per quanto riguarda le classifiche non è cambiato molto nelle ultime 24 ore.

Tra gli Ultim Caudrelier sembra ormai avere la regata sotto controllo, così come Charlie Dalin tra gli Imoca 60, con Pedote 23mo, anche se in questa Route du Rhum 2022 sembra che tutto possa sempre accadere.

Tra i Class 40 prosegue la fuga di Yoann Richomme che sembra intenzionato a dare una zampata sulla regata: nel gruppo degli inseguitori c’è anche Ambrogio Beccaria, quarto, mentre Alberto Bona è settimo e Andrea Fornaro 18mo.

Route du Rhum: Caudrelier fa il record, tragico incidente tra gli spettatori

Charles Caudrelier fa il record: 6 giorni, 19 ore, 47 minuti e 25 secondi
Charles Caudrelier fa il record: 6 giorni, 19 ore, 47 minuti e 25 secondi

17 novembre 2022 - Sono state 24 ore quasi surreali le ultime che ha vissuto la Route du Rhum, divise tra la festa per l’arrivo del primo concorrente in Guadalupa e il dramma di un grave incidente per una barca spettatori che ha causato due vittime.

Tutto era pronto a Point a Pitre per celebrare l’arrivo vincente, con record, di Charles Caudrelier tra gli Ultim, che alla fine ha vinto la resistenza di François Gabart.

Quando Caudrelier con il suo trimarano Gitana Edmond de Rothschild era vicino al traguardo in mare c’erano anche alcune barche spettatori a motore, una di queste si sarebbe ribaltata.

Nell’incidente, le cui dinamiche non sono state rese note, hanno perso la vita due persone.

Un tragico evento, verso il quale tutti gli skipper hanno espresso il loro cordoglio. Pur in un’aria che non è stata più di festa è stata celebrata la vittoria di Caudrelier, di enorme livello tecnico dato il tempo di 6 giorni, 19 ore, 47 minuti e 25 secondi. Il tempo da battere era il record di 7 giorni e 14 ore e apparteneva a Francis Joyon dall’edizione del 2018.

Una vittoria resa anche più importante dal lungo duello con Gabart, durante il quale i due skipper sono andati al limite delle loro possibilità, navigando a oltre 40 nodi per molte ore dopo il passaggio delle Azzorre.

Prosegue in modo positivo la regata dei 4 italiani, con Ambrogio Beccaria quarto tra i Class 40, il migliore in classifica al momento. Alberto Bona nella stessa categoria è settimo, mentre Andrea Fornaro dopo un pit stop tecnico alle Azzorre, per una verifica alla chiglia, è adesso in 17ma posizione.

Alla flotta dei Class 40 mancano circa 1900 miglia all’arrivo e le andature portanti dell’Aliseo dovrebbero rendere presto la regata meno complessa di come è stata fino ad ora, quasi sempre di bolina con vento forte.

Giancarlo Pedote tra gli Imoca 60 è in 23ma posizione e dovrebbe entrare a breve negli Alisei, la classifica è guidata ancora da Charles Dalin su Apivia.

Route du Rhum: italiani all’attacco nei Class 40

18 novembre 2022 - Si infiamma la battaglia per il podio tra i Class 40 alla Route du Rhum, con una situazione che per la vela italiana si fa sempre più interessante. Alla vigilia era difficile ipotizzare di vedere in top 5, a metà regata, due dei nostri skipper, eppure sta accadendo in queste ore: Ambrogio Beccaria con Allagrande Pirelli è secondo, Alberto Bona con IBSA Group è quinto.

La giornata di ieri e l’ultima notte sono state decisive per la scalata in classifica dei nostri: in una fase di transizione tra l’ultimo fronte e l’inizio degli Alisei, Beccaria e Bona hanno spinto al massimo le loro barche, facendo anche un buon posizionamento a sud, più vicini alla zona di vento più intensa.

Da qui il recupero, con Beccaria che da quinto è salito in seconda posizione, Bona da settimo a quinto e con Andrea Fornaro che è risalito fino alla 17ma.

Il leader, al momento incontrastato, resta Yoann Richomme, che ha 60 miglia di vantaggio su Allagrande Pirelli. Al traguardo ne mancano ancora 1700 e il velista milanese non sembra intenzionato a mollare la presa nonostante i problemi tecnici avuti a bordo, con la stazione del vento andata KO in uno dei fronti depressionari.

La parte più difficile della regata è alle spalle, ma ora iniziano le grandi cavalcate nell’Aliseo, dove conterà molto la velocità della barca e vedremo se quelle dei due italiani al lasco saranno più competitive rispetto agli avversari francesi.

Colpo di scena nel frattempo nella classe Imoca 60, con il fuggitivo Dalin che è stato raggiunto e superato da Thomas Ruyant. I due navigano ora vicinissimi a velocità folli nell’Aliseo, con i solitari che nelle ultime ore hanno tenuto medie superiori ai 20 nodi di velocità, navigando molto probabilmente con il massimo d’estensione dei foil per potere volare sul mare lungo dell’aliseo.

Giancarlo Pedote su Prysmian è attualmente in 25ma posizione.

Route du Rhum: Ruyant beffa Dalin, Beccaria ancora secondo

21 novembre 2022 - Cade il grande favorito della vigilia tra gli Imoca 60, Charlie Dalin du Apivia, che si è dovuto arrendere all’attacco nella seconda parte di regata da parte di Thomas Ruyant su Linkedout, che è andato a vincere l’edizione 2022 della Route du Rhum.

Un finale al cardiopalma tra gli Imoca, con i due battistrada che hanno fatto insieme il giro della Guadalupa per arrivare al traguardo, staccati di neanche due ore dopo 3500 miglia di regata.

In terza posizione, distante circa 3 ore, Jeremie Beyou su Charal, a conferma di quanto la regata sia stata incerta fino all’ultimo e molto combattuta tra gli Imoca.

Per l’Italia inizia la fase finale, col fiato sospeso, per Ambrogio Beccaria tra i Class 40. Allagrande Pirelli è in piena lotta per il podio: Yoann Richomme in prima posizione è ormai irraggiungibile, ma il velista milanese è attualmente secondo e sta portando avanti ormai da 3 giorni un match race con Corentin Doguet.

I due si scambiano le posizioni a ogni aggiornamento, Beccaria ha strambato nell’Aliseo più a ovest di Doguet e sembra potere conservare un piccolo vantaggio, ma sarà una fase finale tutta da seguire per scoprire chi sarà a conquistare il podio di questa transatlantica, quando al traguardo di Pointe a Pitre mancano ormai 700 miglia, con un arrivo previsto intorno alla seconda metà di questa settimana.

Da monitorare anche Alberto Bona, adesso ottavo ma potenzialmente in lotta per la top 5. Più staccato Andrea Fornaro in diciannovesima posizione, mentre Giancarlo Pedote tra gli Imoca 60 è in ventesima posizione.

Route du Rhum: in arrivo i Class 40

23 novembre 2022 - Giornata decisiva per la Route du Rhum in Guadalupa, con gli arrivi dei primi Class 40 che inizieranno da Yoann Richome, ormai padrone del proprio destino e in arrivo nel primo pomeriggio a Point a Pitre.

Tutt’altro che decise le posizioni alle sue spalle, con Ambrogio Beccaria strenuamente in lotta per la seconda posizione con Corentin Duoguet.

Questo è probabilmente il duello che più sta tenendo sulle spine gli appassionati della vela italiana, dato che va avanti ormai da diversi giorni con molti cambi di posizione.

Questa mattina il francese è passato in seconda posizione, anche perché Beccaria ha navigato in avvicinamento all’isola tutta la notte più poggiato, quasi come se fosse una scelta tattica quella di tenersi più discosto dalla Guadalupa quando saranno vicini.

Il percorso a questo punto prevede un gate virtuale a nord dell’isola da attraversare, prima di iniziare la circumnavigazione della stessa isola per arrivare al traguardo. Un tratto di circa 60 miglia ma complesso strategicamente: la Guadalupa ha un picco di altezza a 1400 metri e genera dei coni senza vento nel suo versante sottovento, quello dove dovranno passare i concorrenti.

Il finale di regata risulta quindi tutt’altro che scontato e le circa 2 miglia che Ambrogio Beccaria su Allagrande Pirelli deve recuperare non sembrano un’impresa impossibile dato che potranno esserci delle occasioni.

Un finale che sarà tutto da seguire. Il vento intorno all’isola è molto variabile, nel lato coperto l’Aliseo può passare da 5 a 15 nodi in brevissimo tempo a seconda della conformazione della costa.

Nel frattempo ha ultimato la sua fatica Giancarlo Pedote su Prysmian Group tra gli Imoca 60, che ha chiuso in 16ma posizione. Un risultato che non soddisfa Pedote, che si è detto rammaricato all’arrivo per la perdita del suo J2, la vela di prua che è esplosa a inizio regata e che lo ha privato di un’arma importante per la prima fase di regata di bolina.

Route du Rhum: Beccaria da sogno, è secondo nei Class40

24 novembre 2022 - Il secondo posto di Ambrogio Beccaria con Allagrande Pirelli alla Route du Rhum è un risultato che entra di diritto nella storia della vela italiana. Il velista oceanico ha tagliato il traguardo di Point a Pitre sul suo Class 40 alle spalle del vincitore Yoann Richomme, facendo segnare il tempo di 14 giorni 7 ore 23 minuti 48 secondi, alla media di 10,31 nodi.

Sarebbe anche stato il nuovo record della regata se non ci fosse stata la perfetta performance di Richomme, che ha a sua volta abbassato il record che deteneva lui stesso, avendo vinto già la Route du Rhum nel 2018.

La prova dell’italiano va considerata anche alla luce dei problemi tecnici avuti con la stazione del vento durante la regata, fuori uso dopo un fronte depressionario incontrato da Allagrande, inconveniente che ha reso la vita piuttosto difficile allo skipper milanese. Rispetto a Yoann Richomme Beccaria ha avuto anche molto meno tempo per preparare la barca, dato che il suo esordio nei Class 40 è avvenuto con la Route du Rhum.

"Gli ultimi otto mesi, compresa la costruzione della barca, sono stati molto intensi - ha raccontato Beccaria sui pontili dopo l’arrivo. - Per me questo è prima di tutto un successo collettivo, qualcosa che abbiamo fatto tutti insieme con il mio team. Abbiamo fatto un lavoro pazzesco. Finire con un secondo posto è un grande premio per tutti. È incredibile, perché quando sono partito mi sono reso conto che non sapevo nemmeno strambare da solo su questa barca. Erano due anni che non facevo una regata in solitario. Abbiamo fatto una nuova barca, con un nuovo architetto, e mi sono presto reso conto che è un razzo! Non avrei mai immaginato di arrivare secondo. Quando abbiamo passato il secondo fronte nessuno voleva entrarci. Il primo aveva già fatto danni, tutti abbiamo rotto qualcosa; per me è stata la stazione del vento. È un grande orgoglio che questo sia un progetto italiano al 100%. Tutti mi dicevano che ero pazzo, che era un rischio enorme. E alla fine, credo che questo secondo posto dimostri che ne è valsa la pena per realizzare la barca che volevamo, funziona”!

Parole di chi si inizia a rendere conto di avere portato a termine una vera e propria impresa per la vela italiana. E Beccaria non sembra avere intenzione di fermarsi a questa.

Giornata importante oggi anche per Alberto Bona, in arrivo in Guadalupa in serata: IBSA tiene l’ottava posizione e non è al momento insidiata da alcun altro concorrente, si avvicina quindi un altro risultato importante per la nostra vela nei Class 40.

Route du Rhum: Alberto Bona ottavo nonostante gli inconvenienti

Alberto Bona ottavo nonostante gli inconvenienti
Alberto Bona ottavo nonostante gli inconvenienti

Ottima performance dello skipper di IBSA, che ha portato a termine la regata in top 10 nonostante molti imprevisti tecnici

25 novembre 2022 - L’ottima Route du Rhum della vela italiana, dopo il secondo posto di Beccaria tra i Class 40 e il 16mo di Pedote tra gli Imoca 60, porta a casa un altro risultato importante: l’ottavo posto di Alberto Bona su IBSA nei Class 40.

Il velista torinese, amico/rivale di Ambrogio Beccaria, ha portato avanti una regata sempre sugli scudi, riuscendo a navigare a lungo con i primissimi. Una serie di inconvenienti tecnici però lo hanno rallentato: una ferita alla testa rimediata quando la barca sbatteva sulle onde di bolina, una stazione del vento fuori uso e un gennaker rotto.

Inconvenienti non da poco, che hanno rallentato la corsa di IBSA, ma la tenacia di Bona non ha precluso un risultato in top 10 che comunque è significativo e in linea con gli obiettivi della vigilia. Lo skipper di IBSA è un altro esordiente, come Beccaria, nei Class 40.

Un risultato figlio anche delle due stagioni trascorse sui Figaro 3, dove molti specialisti dei 40 si preparano.

Ecco cosa racconta Alberto Bona all’arrivo.
"Ho vissuto come un animale per dieci giorni. Arrivare qui è un vero senso di liberazione. All'inizio il mio obiettivo era di rimanere in contatto con i primi della flotta, ma ho poca esperienza con questa barca che abbiamo varato solo tre mesi prima della partenza. Ho trovato il mio ritmo, anche se gli inconvenienti mi hanno un po' fiaccato il morale. Durante il passaggio del secondo fronte mi sono fatto male, una piccola ferita e ho perso i sensori del vento. Queste piccole cose si sommano e ti fanno perdere il contatto con i primi. Poi mi sono dovuto rimotivare. Ho avuto una piccola battaglia con Antoine Carpentier per il 5° posto. Era il mio secondo obiettivo, perché i primi della flotta se ne erano andati ma lì ho strappato il mio gennaker. Adesso voglio fare alcune cose molto semplici: fare una doccia, mangiare, vedere gli amici che sono qui e godermi la vita! Onestamente, sono abbastanza stupito da quello che ha fatto Ambrogio. Ha corso ad un livello veramente alto. Anch'io sono contento perché ho concluso la regata con una barca di cui non avevo esperienza. Essere all'altezza dei grandi nomi della classe è un messaggio importante. Gli italiani ci sono e lavorano sodo!”.

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