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Dichiarato disperso in mare a marzo, sub torna a casa

Lo cercano ovunque, alla fine lo danno per morto, ma ricompare dopo 4 mesi

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Punta Ala – A marzo prima di dichiararlo disperso, ovvero, morto in mare, la Capitaneria ci aveva messo diversi giorni. Lo avevano cercato con gli elicotteri, i sommozzatori avevano perlustrato il fondo vicino alle scogliere dove si era immerso, e solo dopo averle provate tutte, era stato ufficializzato che Xhevahir Gjuta detto Jimmy, un ragazzo Albanese naturalizzato in Italia a Grosseto, era morto in mare.

Jymmy s’immergeva regolarmente, e in quel periodo, in particolare, si stava allenando per cercare di prendere un brevetto da sommozzatore professionista.

Dal giorno della scomparsa sono passati quattro mesi, i parenti di Jimmy si erano rassegnati e anche la ragazza che lo avrebbe dovuto sposare ad aprile si era definitivamente calata nei suoi panni di vedova bianca. E quando tutti avevano ormai accettato che il ragazzo che amava fare immersioni fosse scomparso in quel mare che tanto gli aveva dato, la storia del giovane Jimmy riserva un colpo di scena.

Xhevahir Gjuta, qualche giorno fa si è presentato dai carabinieri di Punta Ala e, declinate le sue generalità, ha dichiarato di non essere morto.

In questi quattro mesi il ragazzo, che viveva a Grosseto con il cugino, è stato in una città del nord dove ha vissuto in clandestinità per non farsi trovare da nessuno, parenti inclusi. Alla fine, quella vita da morto che cammina si è rivelata tropo dura, troppo inconcludente e Jimmy ha deciso di risorgere.

Il perché del suo gesto non è stato reso noto, ma in molti pensano che sia dovuto al fatto che Jimmy di sposarsi ad Aprile proprio non ne aveva voglia e non sapeva come dirlo.

Il magistrato ascolterà il ragazzo nei prossimi giorni.