
Soddisfatto di questo primo test anche Matteo Miceli, che di Biondina Nera conosce ogni segreto, dopo aver stabilito con lei due record di traversata atlantica (nel 2004 in doppio con Andrea Gancia e nel 2007 in solitario). “E' stata un'uscita positiva – ha detto – perche abbiamo potuto provare alcuni nuovi materiali. La barca va benissimo e con le nuove vele i venticinque nodi in planata non sono un'ipotesi. Abbiamo posto molta attenzione alla scelta delle vele, perchè rappresenteranno nel nostro motore quella marcia in più per migliorare il primato di Moreau e Lequin (11 giorni, 11 ore, 25 minuti, ndr). Insomma, abbiamo pensato a tutto per essere nelle migliori condizioni possibili a Dakar. E tutto è stato possibile grazie alle duecento persone che ci hanno sostenuto fino ad oggi cono le loro sottoscrizioni”.
Miceli e Picciolini non sono infatti sostenuti da nessuno sponsor e per questo motivo hanno attivato una sottoscrizione. Chi farà un'offerta per aiutarli nell'impresa, navigherà con loro in Atlantico, nel senso che il suo nome sarà scritto sullo scafo di Biondina nera. “In questo senso – ha detto Matteo – la sfida con i francesi è impari. Attendiamo che qualche azienda si accorga di noi. Anche perchè la copertura mediatica c'è stata per le precedenti imprese e suppongo ci sarà anche per questa. Ma al momento sono i nostri amici i veri no limits”.
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