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domenica 29 novembre 2020

Safran torna in acqua, dopo gli interventi sulle strutture

Un Safran profondamente rivisto scende in acqua per ricominciare le prove e gli allenamenti

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Port-la-Forêt (Francia) – Nelle prime ore del 30 marzo, Safran, l’IMOCA 60 con cui il 28 enne Morgan Lagravière parteciperà alla prossima Vendée Globe, è sceso nuovamente in acqua dopo una profonda rivisitazione delle strutture della barca.

Durante l’ultima Transat Jacques Vabre, a novembre 2015, cinque dei sei nuovi IMOCA progettati dallo studio VLPL per la prossima Vendée Globe, hanno avuto problemi alle strutture che sono risultate troppo leggere e poco resistenti, tanto che, Jean Pierre Dick, skipper di StMichel Vibrac che non è riuscito a terminare la Transat, ha dichiarato che c’è bisogno di un IMOCA 60.2.

Quindi il Safran che è sceso in acqua ieri, 30 marzo, si può definire un IMOCA 60.2, una barca che usufruisce di tutte le innovazioni della nuova generazione di IMOCA, ma con delle strutture profondamente riviste e più adeguate agli enormi sforzi che queste barche devono fare.

Morgan Lagravière si è dichiarato entusiasta della nuova barca e non vede l’ora di ricominciare a fare test e allenamenti.

Lagravière, che è alla sua prima partecipazione in Vandée Globe, è uno dei favoriti della regata.

Al momento gli skipper iscritti alla regata sono ventinove, altri due, tra i quali Alessandro Di Benedetto, preregistrati, e altri sono in predicato per entrare nella lista dei cavalieri del mare. Tra questi voci insistenti vogliono che Mac Guillemot sia prossimo a decidere per la sua partecipazione.

Mentre Guillemot ci pensa su, Armel Le Cleac’h, skipper di Banque Populaire che nella scorsa edizione è stato protagonista di un duello infinito con Francoise Gabart attraverso gli oceani, che però lo ha visto arrivare secondo, ha lanciato il suo grido di guerra, questa volta il risultato potrà essere uno solo, il primo posto.