L’MRCC spagnolo che aveva ricevuto l’allarme della signora per il Virgen del Mar II, ha diramato una richiesta di ricerca a tutte le Guardia Costa dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo per vedere se qualcuna delle motovedette in perlustrazione avesse avvistato la barca.
Le ricerche durano una decina di giorni e il 27 di maggio, con grande sollievo della signora, l’MRCC gli comunica che suo figlio è stato rintracciato in un porto dell’Algeria, il marina di Cherchell, nella provincia di Tipasa ed è in perfette condizioni.
A quel punto l’uomo riattiva le comunicazioni e dice alla madre che sarebbe rientrato alle Baleari, ma non dice nulla di cosa lo abbia spinto in Algeria e perché abbia interrotto tutte le comunicazioni per dieci giorni.
La mamma di Joan, tranquillizzata, pubblica su Facebook una lettera di ringraziamento per l’MRCC e la Guardia Costiera spagnola per aver ritrovato suo figlio.
Nel frattempo Joan parte, ma non arriverà mai a Ibizia dove era atteso. Lunedì 28, nel tardo pomeriggio, una barca a vela in navigazione al largo delle isole Baleari, avverte la Guardia Costiera spagnola che in mare c’è una barca a vela in evidente difficoltà e a bordo, sulla tuga, il corpo nudo di un uomo.
Era il Virgen del Mar II e il corpo senza vita era quello di Joan F.. Quando la motovedetta della Guardia Costiere abborda la barca e gli uomini salgono a bordo, trovano il corpo di Joan steso sulla tuga, morto da ore con una ferita sulla fronte.
In un'altra occasione si sarebbe subito pensato all’incidente. Il ponte del Virgen del Mar II era molto scivoloso perché verniciato da poco senza nessun tipo di anti grip, ma il fatto che l’uomo fosse precedentemente scomparso per dieci giorni con l’evidente intento di nascondersi, fa nascere qualche sospetto.
Una risposta al mistero, forse, potrà venire dall’autopsia sul corpo di Joan F. che è stata effettuata ieri 31 maggio.
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