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Bmw Oracle prende tempo

Il sindacato statunitense non ha ancora chiarito la propria posizione sulla scelta di Alinghi di regatare negli Emirati a febbraio

Torqeedo
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New York - “Stiamo valutando le possibilità a nostra disposizione”. A poche ore dall’annuncio di Alinghi, che ha scelto l’emirato di Ras-al-Khaimah come sede della prossima Coppa America, Bmw Oracle non ha ancora manifestato la propria posizione a riguardo.

Tutto, però, lascia pensare che gli americani non esiteranno a tornare un’altra volta davanti alla giustizia, e le poche righe scritte dal portavoce Tom Ehmann in un comunicato lo lasciano ben capire. “Il Golden Gate Yacht Club – si legge nella nota – ritiene che la scelta della località effettuata dalla Societe Nautique de Geneve sia contrastante sia con l’ultima sentenza della corte di New York che con il Deed of Gift, in quanto priva del mutuo consenso”.

Bmw Oracle vuole Valencia. Questo è ormai noto. Coutts ed Ellison lo hanno ribadito in più di una circostanza. In prima analisi perchè il campo di regata spagnolo ormai non nasconde più segreti, e poi perchè la meteo di febbraio, più impegnativa di quella incontrata a giugno durante l’ultima edizione di Coppa America, ben si addice a un trimarano più robusto e pesante come quello a stelle e strisce.

Intanto, per il 10 agosto la corte di New York ha chiamato i due team a confrontarsi sulla diatriba relativa al certificato di stazza, ancora non rilasciato da Bmw Oracle. Molto probabilmente i togati statunitensi dovranno inserire nell’agenda anche un appuntamento legato alla questione della nuova sede di Coppa America. All’8 febbraio mancano ormai appena sei mesi. Ci sarà ancora tempo per portare nuove questioni davanti ai giudici?

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