Temporali, fulmini, trombe marine e groppi: come riconoscere i fenomeni meteo più pericolosi in barca e perché vanno affrontati con prudenza.
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Lezione 3 - serie Metereologia per chi va per mare
Riprendiamo la nostra lezione di meteorologia in barca parlando ancora delle perturbazioni atmosferiche e, in particolare, della pericolosità che rappresenta un forte temporale in mare. È un rischio spesso sottovalutato, anche perché un temporale può svilupparsi rapidamente e raggiungere, in poco tempo, una forte intensità.
Non tutti i temporali si formano nello stesso modo e con gli stessi tempi. Alcune celle temporalesche possono svilupparsi in modo molto rapido, soprattutto nelle giornate calde, umide e instabili, quando l’aria sale con forza e dà origine ai cumulonembi. In mare, il problema per il velista è che non sempre si ha la possibilità di “scappare” davanti al temporale: una barca a vela da crociera non ha la velocità necessaria per allontanarsi da una cella in rapido avvicinamento.
Quando il temporale arriva, bisogna prepararsi a gestire raffiche improvvise, rovesci intensi, visibilità ridotta, possi
cariche elettriche. Il tuono è prodotto dall’espansione rapidissima dell’aria riscaldata dal fulmine. La luce del fulmine arriva quasi istantaneamente, mentre il suono viaggia molto più lentamente, a circa 340 metri al secondo. Per stimare la distanza di un temporale si può contare il numero di secondi tra il lampo e il tuono e moltiplicarlo per 340: il risultato è la distanza approssimativa in metri. In modo più semplice, ogni tre secondi corrispondono a circa un chilometro. Se il tuono arriva dopo 9 secondi, il temporale è a circa 3 chilometri. Questo calcolo, però, non deve indurre a sottovalutare il rischio. Se si sente il tuono, il temporale è già abbastanza vicino da rappresentare un pericolo. I fulmini possono colpire anche a distanza dal centro della cella temporalesca, quindi in barca è prudente prepararsi prima che il temporale sia sopra la testa. Per calcolare quanto è distante un fulmine, quindi un temporale, bisogna contare il tempo che passa da quando vediamo il fulmine a quando sentiamo il tuono. Questo tempo, espresso in secondi, va moltiplicato per 340, il risultato sarà la distanza approssimativa del fulmine in metri Il fulmine è una scarica elettrica che si pro
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