mercoledì 22 luglio 2026
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L’IMO approva nuove regole di sicurezza per le navi alimentate ad ammoniaca

L’IMO approva nuove linee guida per l’uso dell’ammoniaca come combustibile sulle gasiere, con requisiti più severi su sicurezza ed emissioni.

L’IMO approva nuove regole di sicurezza per le navi alimentate ad ammoniaca
L’IMO approva nuove regole di sicurezza per le navi alimentate ad ammoniaca
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Le nuove linee guida riguardano le gasiere che trasportano ammoniaca e intendono utilizzare parte del carico come combustibile.

L’Organizzazione marittima internazionale ha approvato nuove linee guida di sicurezza per consentire alle navi gasiere che trasportano ammoniaca di utilizzare parte del proprio carico come combustibile. Il provvedimento rappresenta un nuovo passo verso l’impiego commerciale dell’ammoniaca nella propulsione navale, ma non elimina i problemi tecnici, ambientali e di sicurezza legati a questa sostanza.

Le linee guida sono state approvate dal Comitato per la sicurezza marittima dell’IMO durante la sua 111ª sessione, tenuta a Londra dal 13 al 22 maggio 2026. La notizia è tornata al centro dell’attenzione nel mese di luglio, dopo l’entrata in vigore di alcune modifiche al codice internazionale che disciplina la costruzione e l’equipaggiamento delle navi destinate al trasporto di gas liquefatti.

Le nuove regole per le navi gasiere

Il nuovo quadro riguarda in particolare le gasiere sottoposte all’IGC Code, il codice internazionale utilizzato per le unità che trasportano gas liquefatti alla rinfusa. Queste navi potranno impiegare l’ammoniaca trasportata nelle cisterne anche per alimentare i motori, a condizione che siano rispettati precisi requisiti relativi alla progettazione degli impianti, alla ventilazione, al controllo delle perdite e alla protezione dell’equipaggio.

L’ammoniaca viene considerata uno dei possibili combustibili per ridurre le emissioni prodotte dal trasporto marittimo. La sua molecola non contiene carbonio e, durante la combustione, non genera direttamente anidride carbonica. Il bilancio ambientale complessivo dipende però dal modo in cui viene prodotta. Se deriva da fonti fossili, le emissioni vengono trasferite alla fase industriale; se è ottenuta utilizzando energia rinnovabile, il suo impatto può essere sensibilmente inferiore.

Il vantaggio principale rispetto all’idrogeno è la maggiore facilità di stoccaggio e trasporto. L’ammoniaca è già movimentata in grandi quantità dall’industria chimica e dispone di una rete logistica internazionale. Questa esperienza può agevolarne l’impiego navale, ma non cancella i rischi.

I rischi legati all’ammoniaca

L’ammoniaca è infatti una sostanza tossica e corrosiva. Una perdita negli ambienti di bordo può essere pericolosa anche a concentrazioni relativamente basse, mentre il contatto diretto può provocare gravi lesioni. Per questo le linee guida dell’IMO prevedono sistemi di rilevamento, spazi separati, ventilazione, dispositivi di arresto e procedure specifiche per proteggere marinai, tecnici e personale portuale.

Un altro problema riguarda la combustione. Utilizzare ammoniaca nei motori può produrre ossidi di azoto e protossido di azoto, un gas con un forte effetto sul clima. Gli impianti devono quindi essere abbinati a sistemi capaci di controllare le emissioni e di limitare il rilascio di ammoniaca non bruciata.

Dalle linee guida alle prime navi operative

Il settore ha già iniziato a muoversi. Nel giugno 2026 è stata consegnata la MGC Antwerpen, indicata come la prima gasiera commerciale dotata di propulsione dual fuel ad ammoniaca. La nave può utilizzare sia carburante tradizionale sia ammoniaca, offrendo un primo esempio concreto delle tecnologie alle quali si riferisce il nuovo quadro normativo.

L’approvazione dell’IMO non significa quindi che l’ammoniaca sia pronta a sostituire rapidamente il gasolio sulle navi. Le nuove linee guida forniscono però ai cantieri, agli armatori e agli enti di classifica una base comune sulla quale progettare e autorizzare le prime unità. È un passaggio necessario per trasformare una tecnologia ancora sperimentale in una possibile alternativa per il trasporto marittimo a lungo raggio.

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