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Barca italiana fermata da gommoni dei corpi speciali in Egeo

Tensione in Egeo per i fatti turchi

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Egeo - I fatti della Turchia (il fallito golpe militare messo in atto da una parte delle forze armate turche il 15 luglio 2016 per prendere il potere nel Paese guidato dal presidente Erdoğan) e il generalizzato clima di allarme che imperversa nel basso Egeo porta a spiacevoli avventure per chi in quelle acque naviga.

La settimana scorsa un’imbarcazione italiana di 18 metri, il Mediterranea, alla fonda nell’isola greca di Alimia (poco a sud est di Marmaris in Turchia) è stata avvicinata di prima mattina da due gommoni neri, ognuno con una decina di uomini vestiti completamente di nero pesantemente armati e con i volti coperti dai passamontagna.

Il comandante della barca ha raccontato che i due gommoni sono arrivati senza fare alcun rumore. Una volta sotto bordo alla barca, non vedendo nessuno a bordo, il pilota di uno di questi ha azionato una sirena per attirare l’attenzione dell’equipaggio del Mediterranea.

Il gruppo che non apparteneva alla Capitaneria Greca ma, con tutta probabilità, a qualche corpo della Marina Militare, ha chiesto informazioni sul perché la barca si trovava in quella posizione e su chi era a bordo, poi, senza chiedere di vedere i documenti delle dieci persone a bordo, questi si sono allontanati.

Il fatto, accaduto in un mare dove tutta al più e molto raramente si vede qualche vecchia motovedetta con lo scafo di legno, ha reso bene l’idea del grado di allarme e attenzione che c’è in questi giorni al confine tra Grecia e Turchia.