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Dalla Coppa America ai traghetti a vela, il team Artemis si ricicla

Il proprietario di Artemis, Torbjörn Tornquist, ha creato una società per realizzare traghetti a vela

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Belfast (Irlanda del Nord) - Torbjörn Tornquist, magnate svedese proprietario di Artemis, importante società petrolifera e sponsor per due edizioni di Coppa America con il Team Artemis sul quale ha investito 200 milioni di dollari, ha deciso di riutilizzare gli studi e le esperienze fatte in Coppa America per creare una società, la Belfast Artemis Technologies, per realizzare delle navi commerciali che non avessero bisogno di combustili fossili.

La Belfast Artemis Technologies che, come si deduce dal nome, ha messo i suoi uffici a Belfast, è guidata dallo skipper di Artemis Nathan Outteridge e dal doppio campione olimpico Iail Percy.

Il primo progetto della nuova società è stato un traghetto catamarano con foil capace di portare passeggeri alla velocità media di 30 nodi con punte di 50 nodi senza consumare nessun tipo di carburante solido.

Il mezzo, lungo 35 metri, è dotato di due scafi con foil e rande a profilo alare oltre a un propulsore a eliche controrotanti capace di imprimere spinta in supporto a quella delle vele quando ci sarà poco vento utilizzando un motore elettrico.

Le batterie del motore saranno ricaricate dalle eliche che girano trascinate dalla corrente quando la barca camminerà solo a vela. In questo modo il traghetto sarà completamente autosufficiente.

Gli ingegneri della società hanno calcolato che la nave, quando ci sarà vento forte, potrà navigare a vela sino a 50 nodi di velocità, con vento leggero invece si attesterà intorno ai 20 nodi, velocità che però sarà portata a 30 con l’ausilio del motore.