giovedì 16 luglio 2026
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Costa Concordia: il documentario Netflix è già un successo

Costa Concordia: incubo in mare è il documentario Netflix sul naufragio del 2012. In pochi giorni ha raggiunto 9 milioni di visualizzazioni.

Lo operazioni notturne del salvataggio dei naufraghi della Costa Concordi
Lo operazioni notturne del salvataggio dei naufraghi della Costa Concordi
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A quattordici anni dal naufragio della Costa Concordia, Netflix torna sulla tragedia avvenuta davanti all’Isola del Giglio con il documentario Costa Concordia: incubo in mare. La produzione, distribuita a livello internazionale con il titolo Shipwrecked: Nightmare at Sea, è disponibile sulla piattaforma dal 10 luglio 2026.

Diretto da Chiara Messineo, il documentario ricostruisce la notte del 13 gennaio 2012 affidandosi soprattutto alle testimonianze delle persone che si trovavano sulla nave. Il racconto alterna le loro parole a registrazioni e filmati realizzati durante l’emergenza, compreso materiale che Netflix presenta come mai mostrato prima.

Il pubblico ha risposto immediatamente. Nella settimana compresa tra il 6 e il 12 luglio, nonostante fosse disponibile soltanto dal giorno 10, il documentario ha raggiunto 9 milioni di visualizzazioni ed è entrato direttamente al secondo posto nella classifica globale settimanale dei film in lingua inglese di Netflix. Anche in Italia ha debuttato nelle prime posizioni tra i film più visti sulla piattaforma.

Il naufragio della Costa Concordia davanti all’Isola del Giglio

La Costa Concordia era partita da Civitavecchia per una crociera nel Mediterraneo con oltre 4.200 persone tra passeggeri e membri dell’equipaggio. La sera del 13 gennaio 2012 la nave, in seguito all’ordine del comandante Schettino di avvicinarsi troppo alla costa, urtò una formazione rocciosa sommersa nei pressi dell’Isola del Giglio.

L’impatto aprì una falla sul lato sinistro dello scafo e provocò l’ingresso dell’acqua. La nave fece una manovra disperata per cercare di salvare il salvabile e si adagiò su un fianco davanti a Giglio Porto. Le vittime furono 32.

Il comandante Francesco Schettino, invece di rimanere a bordo, fuggì su una scialuppa di salvataggio insieme ad altri naufraghi. Da qui la famosa scena del comandante della Guardia Costiera De Falco che, al telefono, gli ordinò con parole dure di tornare indietro e darsi da fare per salvare le persone a bordo che erano sotto la sua responsabilità.

Schettino fu poi processato e condannato a 16 anni di reclusione. Al momento è in regime di semilibertà.

Le testimonianze delle persone che erano a bordo

Il documentario segue le diverse fasi di quella notte: il momento dell’urto, l’incertezza iniziale, la crescente inclinazione della nave e l’evacuazione. A raccontarle sono passeggeri, membri dell’equipaggio e persone coinvolte nei soccorsi e negli accertamenti successivi.

Il punto di vista resta quindi quello di chi visse direttamente l’emergenza. Le testimonianze ricostruiscono ciò che accadde nei corridoi, nelle aree comuni e sui ponti, mentre la nave continuava a inclinarsi e le persone cercavano di raggiungere le scialuppe o di trovare una via per lasciare lo scafo.

La rimozione del relitto della Costa Concordia

Dopo il naufragio, il relitto rimase davanti all’Isola del Giglio durante le complesse operazioni necessarie alla sua messa in sicurezza e alla successiva rimozione. Nel settembre 2013 la nave fu riportata in posizione verticale con l’operazione di rotazione nota come parbuckling. Nel luglio 2014 venne infine trasferita a Genova, dove iniziarono le attività di smantellamento.

Con Costa Concordia: incubo in mare, Netflix riporta oggi quelle immagini davanti a un pubblico internazionale. Il dato delle visualizzazioni mostra quanto la vicenda continui ad attirare attenzione, ma il documentario concentra il racconto soprattutto sulle persone che si trovavano a bordo e sulla loro esperienza durante le ore del naufragio.

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