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Si va verso la modifica della tassa

L’UCINA incontra il Governo che si mostra disponibile a valutare una proposta di modifica alla tassa di stazionamento

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Roma - Una rappresentanza dell’ UCINA (associazione degli industriali della nautica), ha incontrato martedì il Ministro Corrado Passera e il presidente della commissione per i lavori pubblici che ha delega anche sui trasporti, il Senatore Luigi Grillo. Nell’incontro, al quale ha partecipato il Presidente dell’UCINA Anton Francesco Albertoni, sono stati fatti presenti, i gravi effetti negativi che la tassa, se lasciata invariata, comporterà per il settore della nautica da diporto. Durante l’incontro, è emersa l’attenzione da parte del governo ai problemi illustrati, ma anche la necessità di mantenere i saldi invariati. Questo si è concluso con l’intesa che l’UCINA presenterà al Ministro, nei prossimi giorni, un documento contenente una serie di proposte di modifiche della tassa di stazionamento. Modifiche che, tuttavia, non potranno variare i saldi finali calcolati in un entrata per l’erario di circa 200 milioni di euro.
I problemi generati dalla tassa, alle quali l’UCINA, dovrà provare a mitigare con delle proposte di modifica accettabili dal governo, sono diversi e tutti di grande importanza per il settore.

a) Le grandi navi con bandiera estera: queste, come già successo con la tassa Soru in Sardegna, si teme possano optare per mete diverse da quelle italiane, con danni economici per il turismo molto rilevanti
b) Il charter: il noleggio è uno dei pochi settori della nautica che ancora dà segni di dinamismo, ma se non verrà fatto qualche cosa per evitare che le società di noleggio si trovino a pagare la tassa, anche questo si verrà a trovare in seria difficoltà. Tra tutti, il settore charter, è quello che avrebbe maggior diritto a non pagare la tassa di stazionamento, in quanto in questo caso le barche dovrebbero essere considerati beni strumentali
c) Vetustà: la tassa sulle barche non più nuove è stata abbassata, ma su alcune, particolarmente vecchie, questa pesa ancora in modo sostanziale, con forti implicazioni sul mercato dell’usato. Infatti ci sono barche di venti venticinque anni di età sulle quali la tassa può incidere anche per il 10% del valore del mezzo


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