lunedì 27 maggio 2024
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Donna muore investita dalla sua barca

E’ ancora mistero fitto sulla dinamica dell’incidente che ha provocato la morte di una donna che era caduta dalla barca che aveva affittato con il marito.

Donna muore investita dalla sua barca nelle acque al largo di Zambrone, nel Vibonese
Donna muore investita dalla sua barca nelle acque al largo di Zambrone, nel Vibonese
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Vibo Valencia, giovedì 7 settembre una coppia affitta una barca a motore per fare un giro di qualche ora lungo la costa calabra. Con loro a bordo una terza persona che non si sa ancora se fosse un assistente della coppia o lo skipper della barca.

Inizialmente tutto fila liscio, la barca naviga bene, la giornata è stupenda e il mare è il luogo ideale per sfuggire al caldo che è tornato a flagellare le coste della Calabria (e buona parte d’Italia), ma poi tutto cambia. Nel primo pomeriggio la donna cade in mare mentre la barca è in navigazione, l’acqua si macchia di sangue, il marito chiama disperato il 112 che fa scattare i soccorsi, ma per la donna, che ha 42 anni, non c’è più nulla da fare.

Questo è tutto quello che si sa sulla tragica morte di una turista nel mare di Vibo giovedì scorso.

L’incidente riporta alla memoria quello occorso il 4 agosto nelle acque di Amalfi a Adrienne Vaughan, la turista 45enne americana che con il marito e i figli aveva noleggiato un gozzo con skipper per una giornata di mare.

A causa di una collisione con un altro mezzo, la donna cadde in mare e la barca sulla quale si trovava la dilaniò con le eliche.

Anche questa volta, l’ipotesi è che la donna sia andata a finire sotto le eliche della barca.

Ora la procura dovrà accertare chi, al momento dell’incidente, si trovava al timone, la terza persona presente a bordo o il marito? Perché la donna è caduta in acqua? La donna è stata investita nel tentativo di recuperarla?

Le domande sono molte, ma la fine della storia è sempre la stessa, chi cade da una barca a motore ha un’altissima probabilità di finire risucchiato dalle eliche.

Forse sarebbe il caso che i conducenti di queste barche facessero uno specifico addestramento per affrontare questi casi e che comunque i passeggeri in navigazione siano tenuti a sedere dentro il pozzetto della barca e non sui paramare da dove è facile cadere.

Basta un’onda più alta delle altre e chi è sul paramare, soprattutto se non se lo aspetta, finisce in acqua. Utile sarebbe anche il laccetto rosso collegato allo spegnimento automatico dei motori come accade sui gommoni. A volte lo skipper rimane così frastornato dall’evento di un uomo a mare che non reagisce prontamente.

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