martedì 16 agosto 2022
  breaking news

Guardia di Finanza: caccia alle barche da charter

La Guardia di Finanza ha fermato diverse barche in differenti zone d’Italia per chiedere conto dell’abbonamento Rai per le televisioni e gli impianti di radio diffusione di bordo e per fare multe salatissime a skipper e società di charter

Guardia di Finanza: caccia alle barche da charter
Guardia di Finanza: caccia alle barche da charter

Ogni estate la notizia della Guardia di Finanza che si scatena a fare multe alle barche da diporto ritorna. Ogni anno il tema degli accertamenti cambia, come se a inizio stagione agli uomini della GdF fossero assegnate delle direttive per colpire un determinato capitolo della vita di bordo.

Quest’anno le vittime dell’attenzione della GdF sembrano essere le società di charter. La cosa risulta essere particolarmente fastidiosa perché le violazioni contestate agli skipper e alle società, almeno quelle che a noi sono state riportate da diverse zone di navigazione, dipendono non dalla volontà delle società di charter e degli equipaggi delle barche di eludere o violare la legge, ma dall’incapacità dello Stato di fare, almeno in questo caso, delle leggi che abbiano un senso logico e, soprattutto, siano applicabili.

La GdF, ci raccontano gli skipper coinvolti negli abbordi in mare, sale a bordo della barca, separa gli ospiti dagli skipper e chiede agli uni e all’altro di compilare un questionario. Le domande sembrano tendere a stabilire che gli ospiti e lo skipper non si conoscessero prima di incontrarsi a bordo.

Probabilmente è proprio sulla base di ciò cha la GdF multa la società di charter che possiede la barca per noleggio abusivo (il noleggio è il charter con equipaggio, mentre la locazione è quello senza equipaggio. Le società di charter non possono fare noleggio, ma solo locazione) stabilendo che, dal momento che lo skipper e gli ospiti non si conoscono, lo skipper lavora per la società di charter, cosa che come vedremo, se questa è l’ipotesi alla base del verbale alla società di charter, non è vera. Poi multa anche lo skipper per aver fatto lo skipper senza averne i titoli. Le multe vanno dai 2.500 euro agli 11.500 euro.

Esercizio abusivo dell’attività di noleggio

L’esercizio abusivo dell’attività di noleggio si ha quando una società di charter invece di limitarsi ad affittare la propria barca, la noleggia con equipaggio. Il problema è che non c’è alcun passaggio di denaro tra la società di charter e lo skipper quindi è palese che questa non abbia assunto lo skipper e noleggiato la barca con questo a bordo.

La società di charter loca la barca e al cliente che chiede di avere uno skipper consiglia una delle persone di sua conoscenza.

Consiglia, non fornisce.

Il prezzo dello skipper non è compreso nel nolo e il cliente dovrà materialmente pagare in prima persona lo skipper, quindi in nessun caso è configurabile l’attività di noleggio e le eventuali multe fatte per esercizio abusivo dell’attività di noleggio probabilmente non passeranno il vaglio di un ricorso in tribunale.

Lo skipper

Se la questione della società di charter rientra nelle normali beghe che un imprenditore italiano deve affrontare, queste fanno parte di quel bagaglio di lacci e lacciuoli che da sempre penalizzano l’attività imprenditoriale nel nostro paese, la questione dello skipper è ben più grave.

Allo skipper è contestato di svolgere un’attività per la quale è richiesto il titolo di “Ufficiale del diporto”, una figura professionale istituita nel 2005 e che gli skipper non hanno semplicemente perché impossibile da conseguire.

Chi ha fatto la legge non aveva le competenze e si è rivolto a comandanti di nave mercantile e ammiragli di marina militare che di competenze inerenti il diporto ne avevano ancora di meno.

Il legislatore ha stabilito che per diventare “Ufficiale del diporto” bisogna possedere una serie di requisiti come avere un diploma, essere incensurato e essere iscritto alla gente di mare in categoria 3, ovvero come mozzo di bordo.

Tutte cose intelligenti e che possono definire uno skipper. L’ultima invece è proprio una corbelleria.

Per diventare “Ufficiale del diporto” bisogna dimostrare di essere stati imbarcati per 36 mesi su di una nave da diporto e di questi 24 su di una nave da diporto adibita al charter.

Partendo dal fatto che in Italia le navi da diporto adibite al charter probabilmente non arrivano a coprire il numero delle dita delle nostre mani: questo tipo di navi battono altre bandiere. Quindi non ci sono navi sufficienti a formare il numero di skipper richiesto.

Il secondo punto è che il mozzo a bordo di queste navi è imbarcato per tutto l’anno solo nelle navi di grande taglia, ma sulla maggior parte di queste, ovvero barche di 25-28 metri, l’equipaggio non indispensabile alla manutenzione della barca è imbarcato solo in stagione, 3-4 mesi l’anno.

Il che significa che qualcuno che volesse diventare Ufficiale del diporto dovrebbe fare un tirocinio di circa 10 anni in qualità di mozzo per poi andare a fare un lavoro pagato poco per 18 settimane l’anno.

In ultimo, perché qualcuno imbarcato per tutto l’anno su di una nave da diporto in charter dove prende un ottimo stipendio ed è regolarmente contrattualizzato con contributi per la pensione e cassa malattia, dovrebbe licenziarsi dopo tre anni per andare a fare lo skipper di una barca in charter per 18 mesi l’anno durante i quali lavora 7 giorni a settimana per 10 ore al giorno e dorme in un cubicolo degno di un contorsionista?

Il legislatore avrebbe fatto meglio a dire, la figura dello skipper da noleggio in Italia è vietata.

Il risultato sarebbe stato lo stesso. Nel 2005 quella legge inserita nel riordino del codice della nautica di cui politici e uomini di confindustria ne tessero sino allo sfinimento le lodi, ha di fatto tarpato le ali a un settore, quello del charter, che in stati limitrofi come Grecia, Croazia e Francia sta diventando una vera e propria industria. Peccato.

© Riproduzione riservata

Ventura Yachts Ventura Yachts Ventura Yachts
ADVERTISEMENT

Iscriviti alla nostra Newsletter

Per rimanere connesso con il mondo della vela e non perderti i nostri articoli, video e riviste, iscriviti alla nostra newsletter!

Iscriviti

CATEGORIE ARTICOLI