
Domenica 31 maggio 2026, a New York, l’Australia ha vinto il SailGP sul fiume Hudson al termine di una tappa segnata dal vento forte e da un incidente in partenza che ha coinvolto Stati Uniti, Italia e Brasile. Il New York Sail Grand Prix era iniziato sabato 30 maggio, ma le condizioni meteo avevano costretto gli organizzatori a modificare il programma, annullando ai fini della classifica le prove disputate nella prima giornata. La tappa si è così concentrata quasi interamente sulla domenica, trasformandosi in una giornata decisiva e senza margine di errore.
A vincere sono stati ancora una volta i BONDS Flying Roos di Tom Slingsby, che hanno conquistato la terza vittoria consecutiva nel circuito SailGP. Per l’Australia si tratta del quarto successo in sei eventi stagionali, un risultato che rafforza la leadership in classifica generale e conferma la solidità di un equipaggio capace di restare competitivo anche in condizioni difficili.
La collisione in partenza tra Stati Uniti, Italia e Brasile
La giornata, però, è stata segnata anche da un episodio destinato a far discutere. Nella terza prova di flotta, poco dopo la partenza, si è verificata una collisione tra il Team USA, Red Bull Italy e Mubadala Brazil. L’incidente ha portato alla squalifica degli statunitensi dall’ultima regata di flotta e ha inciso direttamente sulla composizione della finale, alla quale hanno avuto accesso Australia, Emirates GBR e NorthStar Canada.
Nelle ore successive, lo skipper americano Taylor Canfield si è assunto la responsabilità dell’episodio, spiegando che la scelta in manovra è stata sua. Un’ammissione che ha riportato l’attenzione su uno degli aspetti più delicati del SailGP: la gestione del rischio in partenza, quando i catamarani F50 si muovono a velocità elevate, con distanze ridotte e tempi di reazione minimi.
Per il team italiano l’incidente rappresenta una battuta d’arresto in una tappa già complessa. Red Bull Italy si è trovato coinvolto in una situazione nata nei secondi più concitati della regata, quando ogni barca cerca di conquistare spazio, velocità e posizione prima del via. In una classe così veloce, anche una valutazione sbagliata può trasformarsi in un contatto pesante, con conseguenze sportive immediate.
L’Australia di Tom Slingsby vince ancora nel SailGP
Sul piano agonistico, l’Australia ha costruito la vittoria in modo non lineare. La giornata era iniziata con alcune difficoltà, tra cui un problema al timone e un nono posto nella prima prova. L’equipaggio di Slingsby è poi riuscito a rientrare in corsa con un secondo e un terzo posto, sufficienti per conquistare l’accesso alla finale.
La regata decisiva è stata combattuta fino agli ultimi metri. Emirates GBR ha provato a mettere pressione agli australiani e per una parte del percorso è riuscita anche a passare al comando. La scelta tattica dell’Australia di separarsi dagli avversari e sfruttare un salto di vento favorevole ha però cambiato l’esito della prova, permettendo ai Flying Roos di tornare davanti e chiudere con un margine molto ridotto.
Il SailGP conferma spettacolo, velocità e rischi
Il SailGP di New York lascia così due immagini opposte. Da una parte c’è l’Australia, sempre più solida nella corsa al titolo. Dall’altra c’è l’incidente tra Stati Uniti, Italia e Brasile, che mostra quanto il circuito sia spettacolare ma anche difficile da gestire. I catamarani F50 volano sull’acqua, accelerano in pochi secondi e si affrontano in spazi ristretti: è proprio questo equilibrio tra velocità, tecnica e rischio a rendere ogni tappa del SailGP intensa, ma anche estremamente delicata.
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