
Il 4 giugno 2026, nel Regno Unito, sono emersi nuovi dettagli dagli atti della causa tra Ineos Racing e Athena Racing, la squadra guidata da Ben Ainslie. Al centro dello scontro c’è il controllo dell’AC75 Britannia, la barca usata nella Coppa America 2024 e finanziata da Ineos durante la campagna britannica.
La vicenda non riguarda più soltanto la fine di una collaborazione sportiva. Dopo la separazione tra Ainslie e Ineos, la disputa è arrivata sul piano legale e coinvolge proprietà della barca, asset tecnici, dati, diritti contrattuali e materiali sviluppati per la sfida di Barcellona 2024.
La causa sul controllo dell’AC75 Britannia
Ineos sostiene di avere diritto alla restituzione della barca e degli asset collegati alla campagna di Coppa America, perché finanziati all’interno del progetto comune. Athena Racing, invece, contesta questa ricostruzione e difende la propria posizione, sostenendo che il rapporto con Ineos si sia chiuso in un contesto molto teso.
Negli atti citati dalla stampa internazionale compaiono accuse pesanti, che le parti interpretano in modo opposto. Per questo la vicenda deve essere trattata con cautela: non si tratta di una sentenza, ma di una controversia ancora in corso, nella quale Ineos e Athena Racing presentano versioni diverse dei fatti.
Cosa c’è in gioco verso Napoli 2027
Il nodo dell’AC75 Britannia è centrale anche in vista della prossima Coppa America, prevista a Napoli nel 2027. In una competizione dominata da tecnologia, dati e tempi di sviluppo molto lunghi, poter disporre di una barca già esistente può fare la differenza nella preparazione di un team.
Il valore della disputa non è quindi soltanto economico. Oltre allo scafo, contano le appendici, le informazioni raccolte in allenamento, i sistemi di bordo, le simulazioni e tutto il know-how costruito durante la campagna precedente. Per una squadra che vuole presentarsi competitiva alla prossima edizione, perdere il controllo di questi elementi può significare partire in ritardo.
Uno scontro che pesa sulla sfida britannica
Per Ben Ainslie, quattro volte oro olimpico e figura centrale della vela britannica, la causa arriva in un momento delicato. Il suo nuovo progetto punta a costruire una sfida autonoma per la Coppa America, ma la battaglia con l’ex partner rischia di pesare sulla preparazione sportiva e tecnica.
Per Ineos, invece, la questione riguarda la tutela di un investimento molto importante e il controllo dei beni sviluppati durante la collaborazione con Athena Racing. La rottura mostra quanto la Coppa America moderna sia ormai anche una partita di contratti, proprietà industriale, sponsor e gestione degli asset.
La Coppa America è sempre stata una competizione combattuta anche fuori dall’acqua. Questa volta, però, lo scontro è particolarmente significativo perché coinvolge una delle sfide più attese della vela internazionale. La domanda, adesso, non è solo chi avrà ragione in tribunale, ma quanto questa frattura potrà incidere sulla corsa britannica verso Napoli 2027.
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